NBA Jam On Fire Edition – Recensione

In principio era l’uno contro uno.

Dobbiamo infatti risalire al lontano 1983 per riesumare quella che fu la prima, vera killer application cestistica in ambito videoludico. Non solo Julius Erving and Larry Bird Go One-on-One (sempre di EA, a riprova che le coincidenze non esistono) rappresentava il primo caso di gioco sponsorizzato da atleti di spicco – e che spicco! – ma gettava le basi per quella che sarebbe stata l’unica interpretazione videoludica del basket per circa quindici anni: l’uno contro uno. In sostanza le simulazioni di basket vero sarebbero arrivate solo con l’introduzione della terza dimensione, con i vari NBA Pro, in seguito diventati NBA Live e così via. Ma sino ad allora fu solo uno il titolo a cui si rivolgevano gli appassionati della palla a spicchi: NBA Jam. Per nulla veritiero, per nulla simulativo, ma dannatamente divertente. Ed è tornato!

Finte, controfinte, prese in giro dell'avversario sono la prassi in NBA Jam

Già dalla schermata iniziale si intuisce che nulla è cambiato: NBA Jam rimane il solito, chiassoso, esagerato esaltatore di folle che era una quindicina di anni fa. Ad impreziosire il tutto ovviamente c’è lo splendore dell’HD, una presentazione grafica che non fa gridare al miracolo ma che soddisfa quanto basta, un telecronista su di giri e una marea di opzioni sfiziose, a cominciare dalla modalità Road Trip, che porta il giocatore ad affrontare tutte le trenta squadre NBA con sfide dalla difficoltà crescente: affrontando i Lakers, ad esempio, si partirà con un due contro due contro i panchinari della squadra della città delle stelle sino ad affrontare nientemeno che Magic Johnson e James Worthy.

Fra le squadre extra ci sono anche gli ormai defunti Seattle Supersonics.

Superstar di oggi contro miti di ieri, quindi, ma non solo. Alle canoniche trenta franchigie NBA si aggiungono infatti altre squadre, dalle migliori selezioni europee (tra cui la nostra Montepaschi Siena) sino a formazioni speciali. Tutti questi team, assieme ad altre chicche di cui non anticipo nulla, sono acquistabili con i crediti accumulati durante le partite. Naturalmente misurarsi in rete contro altri giocatori frutta più punti, purtroppo però l’online non è migliorato molto rispetto alla versione standard. D’accordo, il gioco è più fluido e si passano meno anni in sala d’attesa, ma complessivamente nulla brilla in immediatezza, il che comporta un bacino d’utenza piuttosto limitato.

Ciononostante NBA Jam OFE funziona, forte di un sistema di controllo tanto essenziale (passaggio, tiro, salto e finte) quanto solido, di una discreta varietà di situazioni da affrontare, ma soprattutto di quello che è il suo storico marchio di fabbrica: l’esagerazione. Le partite sono infatti flussi ininterrotti di schiacciate incredibili, alley-oop devastanti, tiri da 3 leggeri come piume, finte di bacino da capogiro. L’assenza di falli poi rende il tutto insensatamente fisico, con spinte clamorose che ribaltano gli atleti sul parquet e i giocatori dalle risate. E poi le facce assurde dei giocatori, i loro testoni ultra-sproporzionati rispetto al corpo, i tabelloni che vanno in frantumi, il fuoco sotto le scarpe da ginnastica… NBA Jam è un inno all’assurdo, alla tamarraggine che diverte, all’esagerato che non annoia.

Volete un party-game per queste festività? Eccolo qua, disponibile sul Playstation Store a poco più di una decina di euro.

Boom Shakalaka!

Pro:
+Divertimento ignorante e godereccio.
+Immediato e articolato al tempo stesso.
+Una marea di chicche ed extra.

Contro:
-Online migliorato, ma non troppo.
-Astenersi amanti della simulazione.
-Longevità non proprio elevata.

Voto Finale:

4/5
NBA Jam è esagerato e ignorante come ce lo ricordavamo. Una garanzia. Alcuni però, nonostante le diverse modalità, potrebbero stufarsi in fretta.

NBA JAM
NBA Jam
NBA JAM
NBA JAM [PEGI] [Edizione : Germania]


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