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Spot antipirateria viola il copyright, condannati
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Chiunque sia stato al cinema (o abbia visto qualche film in DVD) negli ultimi 10 anni, sicuramente ricorderà il famosissimo (e discusso) spot antipirateria, che ha impazzato per anni su tutti i media e recitava più o meno così: “Non ruberesti mai un’auto, non ruberesti mai una borsa, non ruberesti mai un film: scaricare da internet è come rubare”.

A tal proposito ci sembra perfetta la citazione di quel famoso detto: chi predica bene razzola male. Incredibile ma vero, la società che commissionò quello spot è stata condannata al pagamento di una multa per aver utilizzato la colonna sonora senza pagarne i diritti.

Analizziamo i fatti dell’intera vicenda: il musicista olandese Melchior Rietveldt, ai tempi dell’ideazione dello spot, viene contattato per scrivere la colonna sonora. Una normale prestazione d’opera, insomma, in cui un committente (BREIN, Bescherming Rechten Entertainment Industrie Nederland – Protezione dei diritti dell’Intrattenimento dei Paesi Bassi) paga un musicista per avere un pezzo originale da utilizzare nel proprio spot. Fin qui tutto ok.

Quando il musicista però durante la visione di un DVD della serie Harry Potter scopre che all’inizio viene inserito il video anti-pirateria con il suo brano, iniziano i problemi, visto che nel contratto di Melchior erano previste royalties nel caso di utilizzo futuro del video oltre ai canali stabiliti all’atto per primo pagamento. Il contratto iniziale prevedeva la proiezione dello spot una tantum nel corso dei vari festival del cinema. I diritti per il video inserito nei DVD non erano quindi stati pagati, rendendo di fatto lo spot antipirateria, esso stesso pirata.

Lo scandalo era troppo rischioso per la Buma/Stemra, una sorta di SIAE olandese, che paga 15.000€ di anticipo al musicista, promettendogli il rispetto del contratto con la lista delle pubblicazioni dello spot. Lista però mai pervenuta. Al musicista arrivano comunque altri 60.000€, comunque insufficienti, visto che mancherebbero ancora 100.000€, quindi si va in causa.

Pochi giorni fa la sentenza: la Corte Distrettuale di Amsterdam ha condannato la Buma/Stemra al pagamento di una multa per negligenza nell’assicurare il dovuto al proprio associato (20.000 Euro), nonché a pagare le spese processuali, oltre ovviamente a darsi da fare per fargli avere il dovuto in tempi brevi.

Fonte: http://www.hwupgrade.it/articoli/multimedia/3313/spot-antipirateria-la-colonna-sonora-illegale_index.html

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