ZTE sotto inchiesta FBI per la vendita di apparecchiature di sorveglianza all’Iran

ZTE, dal mese scorso, è oggetto di un’inchiesta da parte del Department of Commerce sulla vendita di attrezzature in Iran che violerebbe l’embargo americano, e sembra che la situazione si sia ulteriormente complicata per il produttore di smartphone e dispositivi mobile con sede a Shenzhen, China. Secondo un documento ottenuto da The Smoking Gun , l’FBI sta indagando sulla vicenda, e avrebbe trovato la prova che la società cinese ha intenzione di ostacolare  l’inchiesta del Department of Commerce americano.

L’informatore dell’FBI

Le informazioni provengono da Ashley Kyle Yablon, un avvocato-informatore di ZTE che avrebbe informato l’FBI dell’insabbiamento architettato dall’azienda. Yablon sospettava che ZTE avesse intenzione di creare una società di comodo in Cina per comprare merci US-made in regime di embargo commerciale, e poi un’altra società ancora per organizzare la consegna di quelle merci in Iran.

Quando ZTE ha ricevuto la citazione da parte del Department of Commerce, sembra che l’azienda abbia considerato alterare la lista dei prodotti o di distruggere i documenti relativi alla vendita. L’apparecchiatura venduta da ZTE comprende prodotti Microsoft, Dell, HP, Oracle e di altre aziende statunitensi, che sarebbero destinati alla Telecommunication Co. dell’Iran (TCI), che è in parte proprietà del governo iraniano.

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