Le tecniche di 3D imaging permetteranno di mappare le più minute connessioni neurali

La nuova tecnica del MIT garantirà risultati di gran lunga superiori rispetto a quelli ottenibili con i migliori microscopi ottici

È molto complicato tracciare una mappa delle connessioni neurali: svariate sostanze chimiche possono distruggere le strutture che si cerca di mappare, e persino i più avanzati microscopi elettronici faticano nell’intento. I ricercatori del MIT (Massachusetts Institute of Technology), tuttavia, non sono per nulla intimoriti: essi sono infatti riusciti a sviluppare una nuova tecnica di 3D imaging che permette di mappare il cervello su scala multipla, includendo risoluzioni che risultano difficili da catturare con i microscopi ottici.

Il nuovo approccio si basa sul metodo convenzionale della preservazione chimica dei tessuti cerebrali. Sfruttando l’azione dei polimeri di acrilammide, si può creare un gel estremamente denso che permette di espandere il campione di tessuto ad una grandezza – fino a – cinque volte superiore rispetto a quella originale, senza danneggiarne la struttura e rendendone più semplice lo studio dei dettagli. Numerosi microscopi potranno studiare strutture neurali quali le sinapsi alla risoluzione massima di 60 nanometri; per confronto, i microscopi ottici convenzionali faticano ad arrivare ai 200 nanometri con le tecniche tradizionali.

3d imaging strutture neurali

In più, è possibile ripetere il processo numerose volte. Nel caso fosse necessaria una vista più ampia, non sarà necessario procurarsi un nuovo campione. Questa tecnica rende molto più dinamico il tracciamento dei collegamenti cerebrali, dal momento che non si è costretti ad adottare una visuale fissa. Al momento il MIT si sta adoperando per rendere più veloce il nuovo processo di imaging; per questo motivo, questa tecnica non sarà immediatamente disponibile. Se tutto andrà liscio, gli scienziati avranno presto a disposizione un strumento che permetterà loro di comprendere in maniera più profonda la struttura neurale, favorendo lo sviluppo dei trattamenti per le malattie neurologiche.

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