La società di sicurezza Contagio aveva segnalato a febbraio che erano state violate le caselle email di ufficiali e governatori degli Stati Uniti. Solo oggi, quasi quattro mesi dopo, Google ha ammesso la veridicità di queste scoperte: centinaia di account sono stati colpiti da hacker che si pensa risiedano a Jinan, la capitale della provincia di Shandong, in Cina. Gli account sono anche di “pezzi grossi”  del governo, attivisti politici Cinesi, giornalisti, ufficiali in diverse regioni asiatiche ( soprattutto Corea del Sud ) e cariche militari.

L ‘attacco sembra essere stato perpetuato a fine spionistico utilizzando la funzione di forwarding automatico di Google. Ma a differenza del caso Sony, Google conferma che il cuore della sicurezza dei propri sistemi non è stato intaccato. Probabilmente l’attacco è stato creato con un tentativo di phising, dirottando gli utenti su una finta pagina di login di Gmail.

La risposta della Cina? Il ministro degli esteri Long Hei ha dichiarato: “Accuse che il governo cinese supporti questo tipo di attività informatiche illegali sono completamente infondate e fatte con altri scopi

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