Apple e le cinque case editrici hanno perso il loro primo tentativo di scongiurare il processo dell’ antitrust sul prezzo dei libri elettronici.

Il giudice distrettuale Denise Cote a Manhattan ha negato la richiesta da parte dei convenuti di stracciare la denuncia di “cospirazione”. Secondo la denuncia Apple e gli editori avrebbero violato la legge dello Stato federale e della California cospirando per aumentare il prezzo degli e-books.

Apple non è ancora ufficialmente sul banco degli imputati, ma il giudice distrettuale Denise Cote ha usato parole dure sulle azioni della società. Cote ha negato la richiesta di Apple e dei cinque editori, Hachette SA, HarperCollins, Macmillan, Penguin Group e Simon & Schuster, spiegando che gli imputati non hanno agito nel modo più innocente come dicono quando si trattava di vendere gli e-book su iBookstore.

La class action in questione è stata sollevata da un certo numero di stati americani (ben 31), e l’ultima versione della denuncia rilasciata la scorsa settimana ha rivelato nuovi dettagli nel caso, ad esempio una e-mail dell’ex CEO di Apple Steve Jobs, che implica che egli è stato personalmente coinvolto nella decisione di spingere il “modello agenzia” sugli editori di e-book.

Dopo il lancio di iPad nel 2012 gli editori si erano accordati per aumentare i prezzi degli eBooks, e Apple si era intenzionalmente e consapevolmente unita alla cospirazione.

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