Siri è la nuova interfaccia vocale dell’iPhone 4S, che consente di interagire con il proprio smartphone con il solo utilizzo della voce: parlandogli. Eppure il sistema intelligente Siri ha già fatto una prima figuraccia: un bug consentirebbe a un utente terzo di utilizzare l’iPhone, anche senza il possesso della password.

L’errore è di una stupidità ai limiti del ridicolo: chiaramente è possibile bloccare il terminale con una password, bene. Siri se ne frega, passando da Siri qualunque utente può bypassare la password ed accedere alle varie funzioni abilitate dal servizio, senza che il dispositivo effettui controlli o divieti. E non sono poche le funzioni rese disponibili da Siri: invio e lettura di sms ed email, consultazione del calendario, chiamata, lettura promemoria etc.

Il problema di sicurezza è evidente, ma per fortuna esiste già una soluzione: collegarsi all’apposito menu Settings/General/Passcode Lock ed assicurarsi che sia disattivata l’opzione “Siri”. Così facendo l’assistente viene disattivato quando il telefono è in modalità protetta, e prima di poterlo utilizzare occorrerà sbloccare l’iPhone manualmente.

Ma veniamo al primo, vero, rivale di Siri: Iris per Android, il cui obbiettivo è subito svelato dagli sviluppatori ( che hanno creato l’applicazione in 8 ore). “Si, Iris è il contrario di Siri, Iris interagisce con te con la voce”. Si tratta di una versione alpha, scaricabile gratuitamente del market. Il riconoscimento non è ancora ai livelli di Siri, e l’unica lingua supportata è l’inglese (come Siri, tra l’altro) ma come inizio non c’è male, anche se, a detta degli sviluppatori, al momento l’unico obbiettivo dell’app è quella di strappare qualche risata. Iris infatti non vuole essere un vero e proprio riconoscitore vocale alla stregua di Siri, ma vuole essere uno strumento ironico, che però potrebbe diventare in futuro un vero e proprio progetto serio.

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