Il Google I/O 2018 ha svelato alcune novità che arriveranno nella prossima versione di Android ancora dal nome sconosciuto: Android P. Google sta cercando di andare oltre un semplice sistema operativo, sta piazzando l’intelligenza artificiale dovunque.

Non solo intelligenza artificiale ma consapevolezza della vita digitale. Google con Android P si prenderà cura dei suoi utenti e di come utilizzano lo smartphone. Spesso si legge di dipendenza dalla tecnologia, Android P fornirà una dashboard con i dati di utilizzo dello smartphone in modo da poter regolare alcune abitudini. Esempio:

Voglio stare su Facebook solo per una singola ora tutto il giorno.

Android P sarà in grado di settare un timer di utilizzo per Facebook e limitare il suo utilizzo. Inoltre se diremo a Google Assistant quando abbiamo intenzione di andare a dormire, Android P diventerà in bianco e nero, attiverà la modalità non disturbare e si renderà meno appetibile per non farci perdere altro tempo davanti al display prima d riposarci. Google sente il peso della responsabilità di avere il sistema operativo mobile più diffuso al mondo. Provare a rendere consapevoli gli utenti ed educarli ad una corretta vita digitale è un gran bel passo. Non scontato, merita approfondimento.

Android P e le nuove gesture

Certo, il benessere digitale. Benissimo, il vero fan Adroid però vuole le novità e in Android P non mancano. Google ha pesato di stravolgere la modalità di interazione di Android. Via i tasti virtuali, in Android P ci saranno le gesture.

Al posto dei classci tre tasti virtuali di Android, In P ci sarà una singola barra dove effettuare gesti per il controllo dello smartphone. Con un singolo tap si tornerà alla home (nel momento del bisogno comparirà anche un tasto Indietro) mentre con uno swipe verso l’alto si aprirà il nuovo multitasking interattivo con schede orizzontali. Uno swipe verso l’alto prolungato porterà all’app drawer. Tramite uno scorrimento verso destra o sinistra sarà possibile scorrere tra le app recenti.

L’intelligenza artificiale di Android P nel sistema

L’intelligenza artificiale è stata portata dovunque, addirittura nel drawer delle applicazioni che andrà a suggerire le app più recenti, le possibili azioni che si vogliono compiere e i suggerimento di utilizzo app tramite la ricerca.

Addirittura anche la luminosità automatica gode di un sistema di apprendimento artificiale. Spesso e volentieri, ci ritroviamo a modificare lo slider della luminosità anche se impostata in maniera automatica. Android P andrà ad imparare dal nostro utilizzo, quando, dove e come vogliamo la luminosità più alta o più bassa.

L’intelligenza artificiale andrà ad analizzare anche il consumo delle applicazioni che richiedono più risorse alla batteria. Tramite questo nuovo algoritmo, Android P sarà in grado di ridurre del 30% il consumo della batteria andando a limitare le risorse delle applicazioni poco utilizzate che spesso e volentieri si attivano da sole in background.

Novità secondarie di Android P

Ci son tante altre piccole novità presenti in Android P. Le notifiche sono state ulteriormente migliorate, il controllo del volume è stato cambiato con un slider verticale più comodo da controllare ad una mano e c’è una migliore gestione dei screenshot. Le novità grafiche erano presenti già nella prima developer preview rilasciata qualche mese fa, non c’è stato nessuno stravolgimento al Google I/O 2018 ma probabilmente in vista del futuo rilascio, qualche modifica arriverà di sicuro.

Android P DP Beta è disponibile per Pixel e non solo

Google ha rilasciato una nuova Beta di Android P DP (developer preview) disponibile ovviamente per tutti i Pixel in commercio. La sorpresa arriva dalla disponibilità anche per altri smartphone. Ecco tutti gli smartphone (non Made by Google) che supportano la beta di Android P: Nokia 7 Plus, Vivo X21 UD e X21, OnePlus 6, Xiaomi Mi MIX 2S, Sony Xperia XZ2, Essential Phone e Oppo R15 Pro.

Screenshot by The Verge

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