La notizia della chiusura di Megaupload e Megavideo sta rimbalzando velocemente per internet da quando nella giornata di ieri si è diffuso l’annuncio che il popolare sito di file-sharing è stato chiuso e i suoi proprietari condannati dalla Virginia a 50 anni di carcere per 4 capi d’accusa diversi.

Poche ore dopo la diffusione, il gruppo di hacker Anonymous si è mobilitato e ha diffuso le prime informazioni riguardo al comportamento che ora si ripercuoterà sugli enti governativi e su chi ha chiuso megaupload. Dopo i primi attacchi subito dopo la chiusura del sito, il team Anonymous ha continuato ad attaccare alcuni siti tra cui Justice.gov, siti della RIAA, MPAA e Universal Music che sono stati “abbattuti” e che molti di essi non sono tutt’ora raggiungibili. A diffondere la notizia il team stesso che tramite twitter continua a far sentire la propria presenza al popolo di internet ma sopratutto ai big dell’industria cinematografica, del copyright e sopratutto al governo degli stati Uniti.

La situazione è quantomai delicata e il team Anonymous non si fermarà di certo a questi primi atti dimostrativi. LA chiusura di Megaupload, il 15° sito più visitato di internet in maniera così brusca e repentina, non è di certo piaciuta a tutti, sopratutto agli Anonymous. Ricordiamo che attualmente nelle indagine e nella ricerca dei membri ancora non assicurati alla giustizia dell’operazione “Megaupload” sono coinvolti anche l’FBI e diversi enti di giustizia. Megaupload aveva un giro di affari da 500 milioni di dollari secondo l’FBI. A breve ne sentiremo ancora parlare.

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Megaupload e Megavideo chiudono.

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