L’attesissimo smartwatch di Apple è ormai alle porte. L’evento del 9 settembre dovrebbe infatti finalmente svelare agli appassionati della casa di Cupertino il misterioso dispositivo di cui, a differenza dell’incombente iPhone 6 – nuovo melafonino da 4,7 pollici che verrà presentato contestualmente all’evento -, si sa poco o nulla di certo. Un interessante articolo di Jacob Kastrenakes (The Verge) ci aiuta a ripercorrere in maniera critica l’inesauribile coacervo di rumors che si sono affastellati nell’ultimo anno e mezzo. Di seguito vi proponiamo, dunque, un elenco di 10 cose che ci dovremmo aspettare dal nuovo Apple iWatch:

1. iWatch ci dirà l’ora

Si tratta forse di qualcosa di scontato, ma così non è, dato che finora l’unica notizia ufficiale riguardante il dispositivo lo definisce con l’appellativo di “wearable“. In realtà precedenti indiscrezioni hanno fatto rimbalzare nell’arena mediatica il nickname/codename “smartwatch“, per cui i dubbi a riguardo sono veramente pochi. Inoltre la presentazione del prodotto avverrà proprio a breve distanza dalla presentazione di dispositivi quali il Samsung Galaxy Gear S ed il recentissimo LG G Watch R; un tempismo ideale per inserire la propria proposta all’interno di un mercato che ancora fatica a definirsi.

2. Aiuterà l’utente a monitorare la propria salute

Parliamoci chiaro: se lo smartwatch di Apple (ma il discorso vale per qualunque altro smartwatch) dovesse incorporare le stesse funzioni di cui ormai ogni smartphone è dotato, perché dovrebbe solleticare il palato degli amanti di tecnologia? Oppure, perché dovremmo acquistare uno smartphone, se il nostro smartwatch offre funzionalità equivalenti? È chiaro che il nuovo Apple iWatch dovrà specializzarsi in quel “qualcosa” che non fatichiamo a rintracciare: il melawatch dovrebbe infatti ricoprire il ruolo di “Health Watch“, e dovrebbe permettere all’utente di tenere sotto controllo i propri parametri vitali. Tanti sono i rumors che si sono susseguiti a riguardo, e dovremmo oramai poter affermare con verosimile che almeno alcuni di essi si tramuteranno in realtà. L’iWatch potrebbe infatti integrare dei sensori biometrici per il controllo del battito cardiaco, della pressione arteriosa e della concentrazione di glucosio nel sangue, e un esposimetro per i raggi UV, oltre che una serie di funzionalità relative al meteo.

3. Sarà una estensione del proprio iPhone

Come da tradizione Apple, l’iWatch non potrà che essere in grado di interagire con altri dispositivi Apple. In particolare l’iWatch potrebbe essere in grado di supplire alle proprie “mancanze” – evidentemente dovute al formato, che non permetterà di integrare un hardware eccessivamente performante – tramite l’iPhone, che agirebbe perciò da interlocutore e cabina di pilotaggio dello smartwatch. Lo smartwatch potrebbe quindi non essere capace di inviare fisicamente dei messaggi di testo o delle email, ma in presenza di un iPhone sarebbe in grado di visualizzare a schermo notifiche concernenti la loro ricezione/invio. Chissà che non sia possibile utilizzarlo anche come un auricolare bluetooth per le chiamate!

apple iwatch

4. Sarà disponibile in due formati

Anche a proposito dei formati non sono ancora disponibili notizie certe. Sembrerebbe ormai scontata la presenza di due differenti formati, ma essi non sono ancora stati identificati con certezza. È probabile che ad un dispositivo basic da 1,3 o 1,5 pollici si affiancherà un mastodonte da 2,5 pollici, ancora più ampio del concorrente di casa Samsung. Non è chiaro nemmeno se i due dispositivi avranno una differente autonomia, dato che a dimensioni maggiori dovrebbe essere possibile affiancare anche una batteria più importante.

5. Ci saranno diversi allestimenti hardware, con prezzi differenti

Non solamente le misure, ma anche l’equipaggiamento potrebbe variare tra un formato e l’altro, esattamente come succede per l’iPhone. Stando a quanto riportano diverse indiscrezioni, Apple avrebbe infatti in mente di fornire differenti allestimenti hardware del proprio smartwatch: ciò permetterebbe agli utenti di scegliere se lanciarsi su una versione basic priva di alcune funzioni o con una memoria interna meno capace, o spendere di più per accaparrarsi la versione più accessoriata. Per adesso si parla di un prezzo pari a circa 400 dollari, ma non è chiaro se esso si riferisca alla versione più costosa o ad un allestimento medio.

6. Non sappiamo che forma avrà

Come già accennato in precedenza, nessuno (non, perlomeno, i non addetti ai lavori) sa ancora che forma avrà l’iWatch. Rumors su rumors si sono susseguiti annunciando “quadranti” circolari, rettangolari, o una via di mezzo tra le due opzioni. Design classico o moderno? Accattivante o ergonomico? Di certo non avrà la forma di una mela morsicata (ci si augura vivamente).

7. Si potrà utilizzare per pagare

Una delle peculiarità più interessanti dovrebbe essere l’integrazione nel dispositivo della tecnologia NFC, che dovrebbe peraltro comparire anche con il nuovo iPhone 6: in sostanza si tratterà di un sistema di pagamento mobile, wireless e a raggio ridotto (ma grazie a ciò la connessione sarà stabile e sicura), che consentirà agli utenti di effettuare transazioni di denaro con la propria carta di credito. Va da sé che Apple iWatch sarà in grado anche di sfruttare le tecnologie senza fili per una funzione estremamente importante: ricaricare la propria batteria.

8. Lo schermo sarà contraddistinto da 4 caratteristiche

Merita un capitolo a parte lo schermo del dispositivo, che stando agli innumerevoli rumors sarà:

incredibilmente resistente: esso dovrebbe infatti avvalersi di una protezione di cristallo di zaffiro, che lo renderebbe virtualmente anti-graffio. Non a caso l’azienda ha recentemente avviato la produzione di schermi di questo tipo in Arizona.

OLED: e non potrebbe essere altrimenti, dato che l’autonomia è – o meglio, dovrebbe essere – un fattore fondamentale per questo tipo di dispositivi.

curvo: si dice che l’iWatch avrà una leggera curvatura, probabilmente atta a rendere il prodotto ergonomico e dunque comodo da indossare.

flessibile: gli schermi dell’iWatch dovrebbero essere stati commissionati ad LG, che come sappiamo possiede la tecnologia per realizzare schermi flessibili. Potrebbe però trattarsi semplicemente di un sinonimo di “curvo”.

iWatch apple - mockup
Uno dei tanti mockup dell’iWatch

9. Non sarà disponibile prima del prossimo anno

Anche se la presentazione di Apple iWatch potrebbe avvenire ormai tra poche ore, si tratterà semplicemente di una ufficializzazione. La disponibilità effettiva del prodotto dovrebbe infatti a dopo le festività natalizie. Perché allora anticipare il dispositivo? Semplice strategia di mercato (aspettate a comprare il vostro smartwatch, il nostro è più bello di quelli dei concorrenti)?

10. iWatch ci dirà quando è l’ora di ricaricare la batteria

Termino la carrellata con una considerazione aggiuntiva che si posiziona tra il serio e il faceto, ma che vorrei desse adito ad una più profonda riflessione di carattere generale, e non dunque mirata al prodotto in questione. Quando ho scoperto che lo smartwatch si casa Samsung avrà una autonomia di due giorni (nulla di male o di anomalo, visto cosa tutto è capace di fare), sono rimasto piuttosto interdetto. Un gigantesco orologio meccanico a cucù ha una autonomia di 24 ore o 7 giorni, a seconda dei modelli, e per ricaricarlo sono sufficienti pochi secondi. Lo stesso vale per gli ormai obsoleti – ma per nulla privi di fascino – orologi da polso a carica manuale: qualche giro alla corona, ogni mattino, per rendere la sua carica eterna. E di eternità di potrebbe parlare nel caso degli orologi da polso automatici – che si ricaricano, cioè, per mezzo dell’energia cinetica creata da chi li indossa, e quindi dall’autonomia potenzialmente infinita – o a carica solare. Due tipi di sviluppo tecnologico hanno preso strade decisamente divergenti: se da un lato gli smartwatch (e smartphone) promettono funzionalità che erano impensabili fino a pochi anni fa, il pegno da pagare è pesante, e corrisponde ad una richiesta energetica sempre maggiore. Si cerca tuttavia di rimediare a tale handicap con sofisticati accorgimenti: a chi importa quanto dura la batteria di un dispositivo che può essere perennemente in carica grazie ad un sistema di ricarica wireless? Probabilmente a nessuno, fintanto che non si decide di passare qualche giornata al mare o in montagna. La domanda sorge quindi spontanea: la tecnologia sta diventando sempre più dipendente da se stessa? A ognuno la sua risposta.

Per chi fosse curioso, ecco la mia: nel lontano 2007 ho giurato a me stesso che non avrei mai comprato un portatile nuovo fintanto che non fosse uscito un modello capace di offrire maggiore potenza ma anche maggiore autonomia. E così ho fatto. Ho dovuto però aspettare più di 5 anni!

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