Alcuni analisti avevano già captato la notizia nell’aria e ora alcuni report di Bloomberg segnano come “inevitabile” il divorzio tra Apple e Intel.
Apple è infatti in procinto di rimpiazzare i processori Intel con i propri processori in un periodo non ben specificato del 2020. Le due aziende Californiane sono state in accordi per molti anni, sin dal 2006 quando è stato presentato il primo MacBook Pro e iMac, ma i recenti trend mostrano che l’ascesa dei processori Apple sia molto più veloce di quella Intel e per questo le performance saranno eguagliate – se non superate – da Apple stessa. I chipset dei più recenti iPhone X è infatti in grado di tenere testa ai chipset che troviamo sui normali notebook.
Nonostante questa decisione possa sembrare un po’ drastica, Apple accusa Intel di essere rimasta molto stagnante in questo settore. Infatti ad ogni conferenza gli slogan Intel sono sempre gli stessi: maggiore autonomia per tutti, il futuro è wireless e un bambino di 5 anni sicuramente noterà miglioramenti con un portatile Intel.

In passato Intel utilizzava cicli di due anni, il primo per introdurre una nuova piattaforma ed il secondo per ottimizzarla. Ma la legge di Moore sembra aver colpito con precisione infatti Intel si accinge a raggiungere i limiti di quello che è possibile fare con il silicone e non sembra ancora mostrato al mondo dove intende proseguire.

In particolare possiamo vedere come la tecnologia produttiva a 14nm sia durata per moltissimi anni ed ora la nuova architettura Ice Lake dovrebbe consolidare il processo produttivo a 10 nanometri iniziato con Cannon Lake e che vedremo durante questo 2018. Intel non sembra avere più le idee chiare per la propria roadmap, o per meglio dire, sicuramente ha le idee chiare ma non ha voluto sbottonarsi come gli anni precedenti lasciando utenti consumer e aziende un po’ perplesse sopratutto ora che ARM sta avanzando con l’efficienza energetica come priorità dei propri chipset.

Le Ambizioni di Apple d’altro canto sono grandi e il suo desiderio di avere un ecosistema unificato, da software all’hardware sembra proseguire. Infatti aveva iniziato la progettazione dei propri chipset poiché voleva essere indipendente da Qualcomm e per questo dal 2017 aveva iniziato anche a produrre le proprie schede video e probabilmente anche dei MicroLED display per la prossima generazione di Apple Watch.

La leadership di Intel aveva infatti “costretto” Apple ad affidarsi ai suoi chipset, progettando interamente dei prodotti come il Macbook Pro sul cuore pulsante di ogni PC che è proprio il chipset. Ora che Apple ha la propria linea produttiva con chipset molto promettenti la dipendenza da Intel sembra quasi giunta al termine.

Il Notebook iOS

MacOS di Apple gira su architettura Intel X86 sembra oramai obsoleto. Nonostante questa frase sembri fuori luogo, da molto tempo si parla di un sistema operativo unico che abbracci sia iOS che MacOS e il cambio di architettura hardware sui propri prodotti potrebbe marcare il momento opportuno per lanciare anche un nuovo sistema operativo e questo potrebbe essere l’aolbore su un notebook con iOS che forse si chiamerà MacPad o iBook in onore dei vecchi tempi e non mancherà il TouchForce 3D.

Da diverso tempo il focus di Apple sembra essere su iOS e meno su MacOS dove le novità sono state sostanzialmente poche negli ultimi anni e sopratutto gli iPhone sono basati su architettura Arm e non X86 come sui notebook. iOS sta diventando sempre più maturo e non è escluso che un domani potrà essere alla base dei Notebook Apple.

Oltre ad Apple anche Google, Microsoft e Qualcomm sembrano pronte a dare una scossa al mercato chipset con nuovi processori creati ad-hoc e per contrastare Intel. Apple è pronta ad abbandonare Intel poichè è troppo stangante.

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