Oltre un anno fa è arrivato Apple Pay, nel mese di marzo è arrivato Samsung Pay e qualche giorno fa anche Google ha ufficializzato il suo metodo di pagamento con smartphone nel nostro bel paese. Vediamo quindi di capire le differenze tra i vari servizi, le banche compatibili e chi riuscirà ad imporsi in un mercato in costante crescita.

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Apple Pay

Il sistema di pagamento di Apple è stato il primo ad arrivare in Italia, è perfettamente integrato con iPhone, iPad ed Apple Watch.

Esso permette di pagare in tutti i pos contactless, per inviare le informazioni di pagamento è necessario autenticarsi tramite Face ID, Touch ID o il vetusto codice pin. Né Apple né il dispositivo forniscono il numero della carta usata per il pagamento ai negozi.

Con Apple Pay è possibile pagare anche all’interno di alcune applicazioni e anche all’interno di alcuni siti web,  solo attraverso il browser Safari, su Macbook Pro con touch ID e sugli altri Macbook, utilizzando un iPhone o un Apple Watch per confermare i pagamenti.

E le banche compatibili? Chi prima arriva meglio alloggia, ed è il caso di Apple Pay che è infatti compatibile con tante banche tra cui : le carte di Allianz Prima, American Express, Banca Mediolanum, Boon, Buddybank, Bunq, Carrefour Banca, Carta Bcc, Cassa Centrale, Casse Rurali Trentine, Sparkasse, Credit Agricole (Cariparma, FriulAdria, Carispezia – carte di credito e di debito), Expendia Smart, FinecoBank, Hype, N26, Nexi, Tim Personal, Unicredit e Widiba.

E le carte fedeltà?

Ci sono infinite applicazioni sull’App Store che permettono di memorizzare tutte quelle carte fedeltà che non fanno altro che appesantire il nostro portafogli. Su Apple Pay sarà possibile aggiungere le carte fedeltà al wallet e utilizzarla quando paghiamo con Apple Pay, medesima funzione anche per i biglietti aerei e pass con QRCode.

Samsung Pay

La piattaforma di pagamento di Samsung è arrivata da qualche mese e si differenzia in alcuni aspetti rispetto ai competitor.

Il primo requisito per utilizzare Samsung Pay è avere un dispositivo Samsung (inclusi gli smartwatch), basta accedere all’applicazione Samsung Pay registrandosi con le credenziali del proprio account Samsung, e aggiungere la propria carta di credito.

Il pagamento avviene molto facilmente, basta fare uno swipe verso l’alto direttamente dal blocco schermo per scegliere la carta di credito (nel caso ne aveste più di una), si utilizza la modalità di identificazione preferita (impronta digitale, iride, pin), e si avvicina il proprio smartphone al pos.  Anche su Samsung Pay sarà possibile aggiungere le carte fedeltà.

Il lato sicurezza è un punto cardine di Samsung Pay che garantisce la protezione dei dati grazie alla piattaforma Samsung Knox integrata nello smartphone, un chip dedicato esclusivamente alla protezione dei dati personali. Samsung Pay effettua una tokenizzazione dei dati della carta di pagamento che non compaiono nè nelle transazioni né vengono memorizzati sul dispositivo. Viene infatti generata una carta virtuale da cui è impossibile risalire alla carta principale.

Cosa differenzia Samsung Pay dai competitor?

Oltre a supportare la tecnologia NFC, Samsung Pay supporta la tecnologia MST (Magnetic Secure Transmission). Questa tecnolgia utilizza una serie di segnali magnetici per completare l’acquisto, simili a quelli che avvengono quando si passa una normale carta di pagamento su un lettorino pos tradizionale. Cosa vuol dire ciò? Qualsiasi POS sarà accettato da Samsung Pay, contactless e non.

Google Pay

Il servizio di pagamento di Google è nato diversi anni fa ma solo pochi giorni fa è arrivato in Italia. Funziona con tutti dispositivi dotati di sistema operativo Android (Android 5+) e con smartwatch Wear OS.

Attraverso Google Pay è possibile pagare sia in alcune app sia sul web attraverso i browser Safari, Firefox e Chrome.

Carte fedeltà e biglietti

Anche con Google Pay è possibile memorizzare le carte fedeltà,è sufficiente cliccare sul tab carte fedeltà, scegliere il brand e inquadrare la carta fedeltà (e la app farà il resto). Google Pay è un metodo abilitato, Vueling di conseguenza consente di salvare le proprie carte d’imbarco all’interno del portafoglio digitale. Una volta che il cliente effettua il check-in e riceve la carta, può salvarla sul suo telefono premendo il pulsante “Google Pay”. Big G fornisce inoltre informazioni di volo aggiornate e pertinenti. Google Pay è stato inserito anche nelle app per Android di Flixbus e Ryanair.

Dove è possibile utilizzare Google Pay? Esso si può utilizzare, come Apple Pay, in tutti quei pos contactless. Basta sbloccare il telefono e avvicinare lo smartphone al POS per effettuare il pagamento, non è necessario aprire l’applicazione.

Essendo però nato da pochissimi giorni le banche compatibili sono ancora poche; sono presenti  le carte di Banca Mediolanum, Boon, Hype, Nexi, N26, Revolut, Widiba.

E la sicurezza?

Per usare Google Pay è necessario che sia attivo un sistema di blocco sul telefono (un pin, un’impronta digitale o attraverso il Face-Unlock). Se l’importo supera i 25 euro è richiesto di sbloccare il telefono per procedere alla transazione. Anche Google tokenizza il numero di carta in modo che il negoziante non lo conosca.

E voi cosa ne pensate? Avete già utilizzato questi servizi? Personalmente utilizzo quotidianamente sia Samsung Pay e ora anche Google Pay, difficilmente pago in contanti. E poi volete mettere vedere la faccia dei commercianti quando avvicino lo smartphone al pos? Bhe, quella non ha prezzo!

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