Apple si difende dalle accuse di cartello dei prezzi per gli ebook – Cause in Australia e USA

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[quote]”Il lancio di iBookstore nel 2010, ha promosso l’ innovazione e la concorrenza, rompendo la presa monopolistica di Amazon sul settore editoriale.”[/quote] Natalie Kerris, portavoce di Apple, ha detto al Wall Street Journal.

Kerris ha anche difeso l’attuale struttura dei prezzi, spiegando il parallelo con l’AppStore per i dispositivi mobili di Apple.

[quote]”Proprio come abbiamo permesso agli sviluppatori di fissare i prezzi su App Store, gli editori possono impostare i prezzi su iBookstore.”[/quote]

L’US Department of Justice (DOJ) ha citato in giudizio il gigante della tecnologia con l’accusa di aver violato le leggi antitrust con cinque grandi editori di libri: HarperCollins, Hachette, Penguin Group, Macmillan e Simon & Schuster.

Secondo le carte del DoJ presentate in un tribunale di Manhattan, dal settembre 2008 al gennaio 2009 gli amministratori delegati dei cinque editori si sono riuniti per una serie di cene in una stanza privata in un esclusivo ristorante di New York, dove si presume che abbiano discusso “questioni di lavoro “.

In un’altra occasione si sono incontrati con un sesto editore, ancora una volta in una sala da pranzo privata, dove il DoJ afferma che “si è discussa la crescita degli e-book e si è lamentato il ruolo di Amazon in questa crescita”.

Non molto tempo dopo, nel 2010, i cinque editori accusati di collusione con Apple hanno firmato il cosiddetto “agency model” dei prezzi, in base al quale possono fissare il prezzo di un ebook dando il 30% del ricavato al rivenditore.

[quote]”Gli editori hanno visto l’ascesa degli e-book, e in particolare gli sconti di Amazon sui prezzi, come una sfida sostanziale al loro modello di business tradizionale, e temevano che l’abbassamento dei prezzi al dettaglio per gli e-book avrebbe portato alla fine a dover abbassare i prezzi all’ingrosso per gli e-books e a prezzi più bassi per i libri stampati.”[/quote] ha detto il DoJ . Per combattere quest’evenienza, hanno “collaborato con Apple, che ha condiviso lo stesso obiettivo di limitare la concorrenza dei prezzi al dettaglio”

Non è finita: guai per Apple e la combriccola di editori anche nel continente australiano, dove l’Australian Competition and Consumer Commission (ACCC) ha esortato i rivenditori locali ad esprimere le loro preoccupazioni circa il cartello dei prezzi degli eBook, visto che sta considerando di intentare causa contro il gruppetto.

[quote]”La ACCC ha già stabilito che gli ostacoli alla concorrenza emergente che coinvolge i commercianti on-line sono una priorità”[/quote], ha detto un portavoce. [quote]”I problemi di concorrenza possono sorgere nel momento in cui gli operatori cercano di limitare l’attualizzazione dei prodotti per mezzo di accordi con i rispettivi fornitori. I rivenditori con queste preoccupazioni dovrebbero supportare la ACCC. “[/quote]

Vi terremo aggiornati sulla vicenda.


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