Apple Watch è stato presentato al pubblico solamente pochi giorni fa durante il Keynote 2014, ma i primissimi rumors concernenti un eventuale successore dello smartwatch di Cupertino cominciano già a fare il giro della rete. Stando ad alcune indiscrezioni proveniente da Reuters, infatti, Apple avrebbe già le idee chiare circa la strada da intraprendere per migliorare il proprio prodotto.

Se da una parte Apple Watch ha infatti sbalordito per la varietà di accessori e la ricchezza del sistema operativo, gli amanti dello sport e del benessere sembrerebbero aver storto il naso di fronte alla carenza di funzionalità da esso dedicate al settore health & fitness. È vero che lo smartwatch presentato dal CEO Tim Cook, grazie alle app Attività e Allenamento, all’accelerometro ed al sensore per il rilevamento del battito cardiaco integrati – così come alla possibilità da parte di terzi di sviluppare e caricare nuove app dedicate – si propone come fitness tracker, ma è anche vero che altri produttori già offrono dispositivi che offrono funzionalità molto simili (vedasi, ad esempio, il Jawbone UP 24).

Apple watch 2

Apple Watch 2: health-watch all round?

Secondo gli esperti dell’U.S. Food and Drug Administration, in realtà, Apple avrebbe operato in maniera molto intelligente, posizionando il proprio smartwatch all’interno della non definita fascia dei prodotti wellness generici per non incorrere in eventuali infrazioni delle norme stabilite dalla sopracitata FDA per i dispositivi medici, ed anche per rivolgersi al mercato consumer e non ad un settore di nicchia. Ma il nuovo Apple Watch 2 (nome fittizio atto a indicare il successore – eventuale – dell’attuale Apple Watch) potrebbe scavalcare queste barriere, integrando nuovi sensori per il rilevamento dei parametri vitali e proponendosi come valida alternativa agli attuali prodotti dedicati alla salute ed al benessere fisico.

Si tratta, ovviamente, di discorsi da prendere con le pinze, dato che in realtà non sappiamo tutto neanche dell’attuale Apple Watch, che non vedremo sugli scaffali prima del 2015. Tim Cook infatti non ha ancora fatto cenno alla questione autonomia, facendo ipotizzare che essa non sia stata ancora definita: gli ingegneri Apple potrebbero essere ancora al lavoro per massimizzare le prestazioni della batteria dello smartwatch, che come sappiamo si appoggia all’iPhone per sfruttare le sue funzionalità GPS e WiFi, e dunque è costretto a dialogare con esso in continuazione per operare.

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