Con l’introduzione delle nuove serie di notebook Asus N56 ed N76, rispettivamente dotati di display da 15.6 e 17.3 pollici, Asus ha operato la transazione alla nuova architettura Ivy Bridge (che rimpiazza come refresh, tramite die-shrink a 22nm, la precedente piattaforma Sandy Bridge contraddistinta da processo produttivo a 32nm) all’interno del settore multimedia.

Prenderemo in esame oggi la serie da 15.6 pollici Asus N56 nella sua incarnazione top di gamma N56VZ: prima di essa infatti il produttore taiwanese aveva introdotto sul mercato, sia per quanto riguarda il settore da 15.6 pollici che per quello da 17.3 pollici, una serie “intermedia” di modelli Ivy Bridge, denominati dalle sigle N56VM ed N76VM, contraddistinti da un comparto video di caratura inferiore rispetto ai nuovi modelli “VZ”. Con il passaggio dalla GPU Nvidia GeForce GT 630M alla GeForce GT 650M, si consuma infatti anche il passaggio dall’architettura Fermi (di cui la GeForce GT 630M rappresenta, a sua volta, un refresh a 28nm delle GPU appartenenti, a seconda dei casi, alle serie GeForce GT 540M/550M/555M a 40nm) alla più recente Kepler.

Pur trattandosi in sostanza di un notebook di stazza media orientato decisamente verso il settore multimedia entertainment, grazie ad un comparto audio d’eccezione ed allo sfizioso sub-woofer esterno, ci troviamo di fronte ad un prodotto dalla componentistica hardware di livello medio alto, capace di adattarsi a carichi di lavoro particolarmente elevati, grazie anche alla potenza del processore quad-core Intel Core i7 3610QM e della scheda video discreta Nvidia GeForce GT 650M (che strizza l’occhio ai gamers), e di prestarsi ad attività che richiedono una superficie di lavoro superiore alla norma. Alcuni dei modelli proposti da Asus, disponibili anche in Italia, dispongono infatti di un display Full HD da 1920×1080 pixel, con superficie opaca, ed ampio angolo di visione.

Seguono le specifiche tecniche relative al modello recensito, Asus N56VZ-S4033V:

  • Display 15,6″ Full HD Wide View Angle LED
  • Processore Intel® Core™ i7 3610QM, 2.3GHz clock (3.3GHz con TurboBoost), 6MB Smart Cache, TDP 45W
  • Scheda grafica Nvidia GeForce GT 650M GDDR3
  • RAM 8GB DDR3 1600 MHz SDRAM
  • HDD 750 GB 7200rpm
  • Blu-Ray DVD Combo
  • WiFi 802.11bgn
  • Bluetooth™ V4.0
  • LAN 10/100/1000 Base T
  • Batteria 6 celle 5200 mAh 56 Whrs
  • 1 x Microphone-in jack
  • 1 x Headphone-out jack
  • 1 x VGA port/Mini D-sub 15-pin for external monitor
  • 4 x USB 3.0 port(s)
  • 1 x RJ45 LAN Jack for LAN insert
  • 1 x HDMI
  • 1 x SPIDIF speaker out Webcam 1.3MP HD CrystalEye
  • 3 -in-1 card reader ( SD/ MS/ MS Pro/ MMC)
  • Sistema operativo Windows 7 Home Premium 64 bit
  • HD Web Camera
  • Dimensioni 38.0 x 25.5 x 2.73 ~3.40 cm
  • Peso 2,7Kg (con batteria da 6 celle)
  • Prezzo: € 900,00 – Consulta i Prezzi e acquista Asus N56


Asus N56 – Caratteristiche tecniche

L’Asus N56VZ, come detto, rappresenta uno dei notebook multimediali da 15.6 pollici più aggressivi dal punto di vista delle performance. La combo CPU + GPU (Intel Core i7 3610QM + Nvidia GeForce GT 650M) garantisce una potenza di calcolo particolarmente elevata, ideale per il multitasking brutale, grazie anche all’apporto di 8GB di memoria RAM DDR3. Ciò nonostante, il sistema di risparmio energetico offerta dalla piattaforma Intel Ivy Bridge, congiuntamente all’eccellente funzionamento (e qui mi rivolto alla concorrenza, che sotto questo punto di vista evidenzia ancora qualche pecca) della tecnologia Nvidia Optimus, che permette di gestire in maniera ottimale, nonché automatica, le risorse grafiche offerte dalla piccola ma feroce tigre taiwanese, garantisce un’autonomia prima impensabile per computer portatili di tale stazza e potenza.

Con scheda WiFi attivata, ed un carico di lavoro normale (browsing internet, attività office), l’autonomia supera senza difficoltà le 3 ore; il computo dei minuti non varia particolarmente in caso di riproduzione di contenuti multimediali ad alta definizione. In full load e con display regolato in modo da offrire la sua massima luminosità, si sfiorano comunque le due ore di autonomia. Ovviamente, la manipolazione oculata delle impostazioni per il risparmio energetico e delle risorse, potrebbe giovare ulteriormente a placare la sete della batteria da 6 celle.

Nvidia Optimus si occupa di scegliere quale comparto video utilizzare: in caso di richiesta moderata di risorse grafiche, la GPU discreta Nvidia rimarrà inattiva, e il lavoro verrà affidato al chip grafico integrato all’interno del processore, Intel HD Graphics 4000. Quando invece saranno richiesti i servigi della scheda discreta Nvidia, essa si attiverà e gestirà le applicazioni al meglio delle sue possibilità, incrementando le performance, così come, inevitabilmente, i consumi. È possibile attivare, dal pannello di controllo Nvidia, una comoda icona di modifica, che andrà a popolare l’area preposta all’interno della barra delle applicazioni, indicando l’attività (o inattività) del chip GeForce, e quali processi ne fanno uso.

Per quanto riguarda il display a LED, ci troviamo di fronte ad un LG Philips LP156WF1 con superficie opaca (matte) e luminosità massima pari, nominalmente, a 300 nit. Lo schermo offre una buonissima resa dei colori, molto pieni, (nonostante l’assenza di un trattamento lucido/glare), un nero molto profondo, grazie all’ottimo contrasto, ed offre un angolo di visualizzazione particolarmente elevato. Da specifiche, esso raggiungerebbe i 150° in larghezza, ed i 120° in altezza. In realtà la visione, a tali angolazioni, non è del tutto ottimale, ma in confronto a parecchi altri display che non condividono con il nostro oggetto di studio tale caratteristica, l’esperienza visiva è comunque molto buona.

Discorso a parte per la risoluzione del pannello: 1920 x 1080 pixels garantiscono una superficie di lavoro più che buona per elaborazione grafiche di contenuti ad alta definizione, ed ideale per la loro riproduzione. Nell’utilizzo delle applicazioni di tutti i giorni però, dal momento che tale risoluzione è spalmata su uno schermo da 16:9 con diagonale da 15.6 pollici, si potrebbe incorrere in qualche inconveniente. Non tutte le applicazioni infatti si adattano bene allo strumento di DPI scaling a 125% di Windows 7 (così come le icone, colpevole un algoritmo tutt’altro che adatto e congruo al livello del sistema operativo), per cui è necessario adattarsi, talvolta, ad elementi di testo e di interfaccia particolarmente minuti. Asus offre comunque un modello classico con display da 1366×768 pixels, che forse meglio si adatta alle esigenze dell’utente medio.

L’esperienza audio, magnificata dal sistema SonicMaster offerto da Bang & Olufsen ICEpower, è certamente di livello. La qualità del sonoro è decisamente superiore alla media ed eccellente per un computer portatile, anche se, ovviamente, non comparabile ai sistemi audio multicanale esterni. Il software in dotazione permette inoltre ai maniaci dell’audio una esperienza di tuning più che soddisfacente. Il piccolo sub-woofer esterno in dotazione, che andrà collegato tramite jack audio all’apposita entrata sul lato sinistro del notebook, fa il suo porco lavoro. Non aspettatevi, ovviamente, niente di più che un modesto riempimento dei bassi. È comunque un accessorio sfizioso che offre quel qualcosa in più che fa sorridere l’utente. Ed in più, è abbastanza elegante per non sfigurare su qualunque scrivania.

Aspetto ed ergonomia

Con la serie N56, Asus si rimbocca le maniche e rinnova completamente il design del settore multimedia entertainment. Impossibile non apprezzare lo stile del panel lid, il retro dello schermo, ove il logo dell’azienda, retroilluminato da LED bianchi, troneggia su un oceano di metallo nero satinato. Il problema delle ditate impresse sulla superficie sembra essersi risolto (il precedente Asus N55 ne soffriva parecchio), anche se l’innaturale accumulo di polvere costringe l’utente a far frequente uso del piccolo panno in dotazione. La cornice dello schermo è di plastica, anche se i dettagli sono talmente curati da pensare altrimenti, mentre il palm rest è effettivamente in alluminio. Non si può fare a meno di notare una certa somiglianza tra i MacBook di Apple ed il prodotto di Asus, ma bisogna ammettere con sincerità che la decorazione a punti concentrici in abbinamento alla cornice nera, garantisce al portatile in questione una discreta dose di originalità. Sotto il punto di vista della qualità costruttiva generale invece, come suo solito, Asus ha ben pochi contendenti. Le cerniere che sorreggono lo schermo sono decisamente solide, e scorrono come burro nella padella bollente.

Passiamo al touchpad, a mio parere punto dolente di un notebook che ha ben poche pecche. Oltre ad essere particolarmente, in questo caso, affine al tipico stile MacBook (non che ci sia nulla di male ad offrire un touchpad particolarmente spazioso, ma da una casa produttrice con il lignaggio di Asus era lecito aspettarsi più personalità, a mio modesto parere), non si può fare a meno di notare quel che reputo un problema di concetto. Il touchpad funziona, benissimo. È confortevole e reattivo ai comandi multitouch. Ma i pulsanti, seamless e innegabilmente “stilosi”, sono immersi nell’area sensibile della superficie a controllo tattile, di modo che essi non possano essere premuti senza che il puntatore si muova. In sostanza, la mancata separazione tra il touchpad ed i suoi pulsanti non garantisce al puntamento la dovuta precisione. Sì, chi preferisce utilizzare il mouse, o fa scarso uso dei pulsanti del touchpad, noterà meno questo difetto, ma chi ne fa uso in maniera massiva (e conosco più di un programmatore che è solito consumare il tasto destro) potrebbe tirar giù qualche santo prima di addomesticare la sgarbata bestiola.

Nulla da dire per la tastiera chiclet con tasti ad isola, che restituisce un ottimo feedback tattile e sembra esente da qualsiasi problema di progettazione. In questo caso, la qualità costruttiva è ammirevole. Degno di nota anche il sistema di retroilluminazione (finalmente!) dei tasti a tre livelli di intensità, anche se rispetto alla più navigata, sotto questo aspetto, concorrenza, si riscontra qualche sopportabile problema di bleeding.

La disposizione delle interfacce è abbastanza classica. Il lato frontale e posteriore (eccezion fatta per il card reader) sono privi di porte, che affollano avidamente i lati del computer. Non ho trovato particolari difficoltà ad innestare il cavo di rete RJ-45 per la connettività LAN, nonostante la particolare forma della porta, dotata di un piccolo elemento a molla per questioni (suppongo) estetiche, sembrerebbe aver destato più di una critica.

La presenza di ben quattro porte USB 3.0 è sicuramente un plus, specie se consideriamo che la proliferazione di dispositivi USB 3.0 compliant ha ormai preso piede da parecchio tempo. Una delle quattro porte USB (anteriore sinistra, nello specifico) si avvale inoltre della tecnologia Asus Charger Plus, che le permette di caricare dispositivi USB anche a computer spento, sospeso o in stato di ibernazione. Si tratta dunque di una piccola chicca per i possessori di lettori mp3, smartphone, o qualunque altra periferica dotata di connettività USB ed una batteria da sfamare.

Test su Asus N56

Il sistema di dissipazione del calore dell’Asus N56VZ è decisamente efficiente. In fase di test (full load continuato), il picco massimo della temperatura raggiunto dal processore è stato di 85 gradi centigradi (giornata estiva afosa da anticiclone), mentre il comparto video solo in rari momenti ha superato i 70 gradi C°. Va considerato che il picco raggiunto dal processore è attribuibile all’attivazione della tecnologia TurboBoost di Intel, che è possibile gestire per salvaguardare ulteriormente la salute della CPU; la temperatura massima raggiunta è comunque lontana dalla soglia massima di sopportazione del processore, che ad ogni modo, in caso di pericolo, ricorrerebbe al throttling. Ad ogni modo la superficie del notebook non ha mai raggiunto temperature fastidiose sull’area di appoggio dei polsi, e lo stesso vale per la tastiera. Sotto questo punto di vista, il notebook in questione sembra essere pronto a sobbarcarsi qualsiasi lavoro senza lamentare eccessiva sudorazione.

Con attività di tipo office, la ventola è praticamente impercettibile; in situazioni di carico pesante, la ventola inevitabilmente fa capolino, ma il rumore è fortunatamente cupo, e non si odono sibili fastidiosi.

Per quanto riguarda le performance, come detto, la combo CPU + GPU garantisce una potenza di calcolo che fino a poco tempo fa era impensabile per un notebook da 15 pollici. La CPU quad core Intel Core i7 3610QM è già nota per le sue ottime performance, e sotterra in quanto a efficienza gli affamatissimi Core i7 della generazione Clarksfield. Piacevole novità, la GeForce GT 650M offerta da Nvidia si posiziona nella fascia di performance medio-alta per quanto concerne le soluzioni mobile dell’azienda californiana. Il continuo processo di riduzione dei transistor ha permesso di innestare all’interno di notebook da 14 e 15 pollici soluzioni grafiche equivalenti ai top di gamma di qualche anno fa.  Certo le attuali soluzioni top di Nvidia sono in grado di scatenare prestazioni indiavolate, ma per essere una scheda video con bus da 128 bit, la GeForce GT 650M non disdegna certo il casual gaming.

Naturalmente non si può pretendere di raggiungere un framerate elevatissimo senza rinunciare, quando necessario, alla risoluzione nativa di 1920 x 1080 punti.

Un ultimo appunto riguarda l’hard disk: il modello in dotazione è un Seagate Momentus 7200.5, che offre performance di tutto rispetto, una capienza adeguata (750GB), ed è anche particolarmente silenzioso. Come è facilmente intuibile, quando il gioco si fa duro, la componente che per prima evidenzia i suoi limiti, è proprio l’hard disk. In caso di carichi di lavoro che pesano gravemente sulla periferica di archiviazione, naturalmente non si può fare a meno di desiderare il passaggio ad una tecnologia completamente differente (SSD). Per la stragrande maggioranza dei casi comunque, a meno di non dover soddisfare esigenze particolari, la scelta di Asus è decisamente azzeccata. Va ricordato inoltre che alcuni dei modelli top di gamma della serie N56VZ, sono dotati di una scheda di memoria allo stato solido integrata, che dovrebbe garantire prestazioni leggermente superiori, anche se difficilmente comparabili con quelle di una soluzione SSD di ultima generazione.


Conclusioni

La serie Asus N56VZ ha tutti i presupposti per conquistare un posto speciale all’interno del settore multimedia. La componentistica di livello elevato, la presenza della tecnologia Nvidia Optimus, una qualità costruttiva quasi impeccabile, lo schermo Full HD da 300 nit con angolo di visione esteso, e lo speciale comparto audio, garantiscono una esperienza multimediale mobile più che soddisfacente.

Il peso pari a 2.7 Kg e un’autonomia di poco superiore alle 3 ore, non lo rendono una scelta particolarmente azzeccata per chi mette davanti a tutto la mobilità, ma in quanto a potenza l’Asus N56VZ ha pochi rivali, e si candida come “desktop replacement” multimediale da 15.6 pollici.

La scelta di un touchpad con tasti seamless difficilmente domabili non oscura un prodotto che vale il suo prezzo.

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PRO

  • CPU agguerrita, 8GB di RAM, scheda video di livello medio-alto gestita ottimamente dal sistema Optimus di Nvidia
  • Qualità costruttiva al top
  • Schermo Full HD con elevato angolo di visualizzazione
  • Tastiera retroilluminata
  • Comparto audio d’eccezione, con subwoofer portatile esterno

CONS

  • Touchpad non all’altezza delle aspettative, con conflitto tra i tasti e l’area tattile
  • La retroilluminazione della tastiera soffre leggermente di bleeding
  • Non è una piuma.
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