Chi ha detto che la realtà aumentata e la realtà virtuale non possono convivere? Se da un lato è vero che Project Tango e DayDream, i due progetti AR e VR di Google, sono sviluppati da team di ricerca differenti, bisogna riconoscere il fatto che i due progetti hanno molte cose in comune. Sebbene il bacino di utenza sia ancora molto ristretto, sia Tango che DayDream possono già contare su numerose app di alto profilo. Presto gli utenti cominceranno a chiedersi, in fase di acquisto di un nuovo smartphone, se il dispositivo che hanno adocchiato sia compatibile con una delle due piattaforme. Ma per quale motivo bisogna obbligarli a scegliere, se entrambe le tecnologie possono essere integrate all’interno dello stesso telefono? Questo deve aver pensato ASUS quando ha cominciato a progettare ASUS ZenFone AR, il suo nuovo smartphone compatibile con Tango e DayDream presentato a sorpresa al CES 2017.

ASUS ZenFone AR

L’approccio di ASUS è diverso da quello di Lenovo, che pochi mesi fa ha presentato Phab 2 Pro, il primo dispositivo compatibile con Project Tango presentato a livello consumer: invece di mettere in campo un mastodonte da 6.4 pollici come quello del produttore cinese, ASUS ha preferito puntare su una diagonale meno ingombrante. ASUS ZenFone AR monta un display da 5.7 pollici Quad HD/2K con risoluzione pari a 2560 x 1440 pixel. Come era possibile immaginare, la componentistica hardware di questo prodotto è di fascia altissima: il produttore taiwanese ha infatti deciso di mettere sotto la scocca il meglio del meglio dell’attuale tecnologia.

Non stupisce dunque l’adozione del processore Snapdragon 821, top di gamma dell’attuale linea di SoC Qualcomm, che sarà affiancato da ben 8GB di memoria RAM. Un sistema di raffreddamento basato sul concetto di camera a vapore – simile a quello visto sul Samsung Galaxy S7 dello scorso anno – si occuperà di dissipare il calore prodotto, fermo restando la maggiore efficienza energetica del chip in questione rispetto al precedente top di gamma Snapdragon 820. Tutti gli occhi sono naturalmente puntati sulla speciale fotocamera, che per operare con Project Tango di Google integra una serie di speciali sensori: la fotocamera assume il nome di ASUS TriCam e integra un sensore principale Sony IMX318 da 23MP, un sensore per il motion tracking e un sensore fisheye depth sensing camera. Più megapixel, dunque, rispetto al Phab 2 Pro di Lenovo, ma soprattutto un grande passo in avanti nelle prestazioni low light.

ASUS non poteva certamente trascurare l’esperienza audio di un prodotto pensato per l’intrattenimento multimediale AR e VR: il comparto audio si affida dunque ad uno speaker a 5 magneti con DTS Virtual Surround Sound e Hi-Res audio. ASUS ha certamente lavorato molto sul design del suo smartphone, che risulta piacevole ed elegante nonostante l’integrazione di tutti i sensori necessari – come requisito – per il supporto della piattaforma Tango. Il prezzo? Per adesso non c’è bisogno di preoccuparsene, dal momento che non è stato ancora comunicato da ASUS.


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