BlackBerry Priv è un esperimento interessante e pericoloso al tempo stesso. Interessante perché il nuovo smartphone è ormai uno degli ultimi a offrire una tastiera fisica QWERTY e perché ha una scheda tecnica notevole, pericoloso perché rappresenta una scommessa per l’azienda canadese, che con questo modello si rilancerà o uscirà definitivamente dal settore degli smartphone.

Il nodo principale in questo senso è proprio la scelta di adottare Android come sistema operativo: l’OS del robottino verde sicuramente potrà attirare l’attenzione dei tanti utenti consumer ma potrebbe anche allontanare il vero target di riferimento di BlackBerry, che da sempre sono gli utenti business ed enterprise, spaventati per l’adozione di uno dei sistemi meno sicuri di sempre.

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Forse proprio allo scopo di tranquillizzare gli animi, BlackBerry ha quindi deciso di pubblicare sul proprio blog ufficiale un articolo in cui spiega come ha reso sicuro e affidabile il Priv nonostante Android.

Tutto inizia da due premesse, una software e una hardware. Per la prima, BlackBerry ha adottato un nuovo kernel Linux pesantemente patchato e con diversi settaggi, al fine di aumentarne drasticamente la sicurezza, mentre dal punto di vista hardware, ha adottato BlackBerry Hardware Root Of Trust, un processo produttivo unico che inserisce chiavi crittografiche nell’hardware.

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Queste ultime sono poi verificate da Verified Boot e Secure Bootchain, che controllano ogni singolo layer del dispositivo, dall’hardware alle singole app, per verificae a ogni avvio che nulla sia stato manomesso.

Infine BlackBerry Priv potrà fare affidamento su una memoria di storage criptata tramite tecnologia FIPS 140-2, sull’infrastruttura Blackberry che trasmette petabyte di dati cifrati e sulla piattaforma di gestione aziendale BES12, usata da aziende e governi.

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