La tecnologia Bluetooth è in giro da circa la metà degli anni ’90, ed è una delle quattro connettività principali presenti negli smartphone moderni: le altre sono costituite dalla rete cellulare, dal WiFi e dall’NFC. Oggigiorno sono disponibili due tipi di Bluetooth: la versione “classica”, e quella a “basso consumo”. La prima è quella utilizzata per le tastiere, i mouse, gli speaker e le cuffie wireless; la seconda, denominata BLE (Bluetooth Low Energy), è impiegata per i dispositivi sanitari, fitness e per la creazione dei “beacon”.

Il mese scorso, Bluetooth SIG (Bluetooth Special Interest Group) ha annunciato Bluetooth 5. A differenza delle precedenti iterazioni dello standard Bluetooth, uscite in release “.0” e seguite da aggiornamenti (es: Bluetooth 4.1), il nuovo standard è conosciuto semplicemente come Bluetooth 5. La versione classica di Bluetooth 5 sarà identica a quella precedente: le novità si concentreranno invece sulla versione BLE.

bluetooth 5

Il primo cambiamento è dato da un consistente aumento della portata. Bluetooth 4.x BLE ha una portata compresa tra i 50 ed i 100 metri, in linea d’aria e all’aperto, senza ostacoli, che si riduce a 10/20 metri negli interni. Bluetooth 5 dovrebbe quadruplicare la portata dei dispositivi BLE: nel peggiore dei casi, si dovrebbe parlare di 200 metri all’aperto, e di una quarantina di metri al chiuso. C’è dunque per Bluetooth 5 un enorme potenziale di tipo “home automation”.

Di grande importanza sarà anche l’incremento nella velocità di trasferimento dei dati: Bluetooth 4.x BLE può raggiungere una velocità massima di 1Mbps, che diventano 2Mbps con il Bluetooth 5 BLE. Ciò significa che i futuri dispositivi wearable si sincronizzeranno a velocità doppia rispetto a quelli attuali. L’aumento della portata e della velocità potrebbe far pensare ad un maggiore consumo di energia; in realtà, grazie ad alcuni ingegnosi accorgimenti (la maniera con la quale il segnale è modulato e il miglioramento nell’utilizzo dello spettro delle frequenze), Bluetooth 5 BLE sarà più parco di risorse energetiche: nel migliore dei casi, consumerà 2.5 volte meno energia.

Ma quel che forse più di ogni altra cosa distingue Bluetooth 5 dai suoi predecessori è la maniera con la quale vengono gestiti i cosiddetti “beacon”, pacchetti/messaggi che possono essere inviati in continuazione da un dispositivo “presentatore” e ricevuti dagli utenti in prossimità sui propri smartphone/tablet/wearable. Il caso tipico è quello di un grosso centro commerciale, all’interno del quale ogni negozio avrà il proprio beacon bluetooth capace di inviare un messaggio – relativo magari a offerte o promozioni –  agli utenti che dovessero avvicinarvisi.

bluetooth 5 beacon

Con Bluetooth 4.x BLE, i beacon erano in grado di inviare messaggi da 31 byte: veramente pochi, se si considera che all’interno di questi 31 byte dovevano essere inclusi sia il messaggio, che eventuali protocolli addizionali per indicare il tipo di dato presente nel pacchetto. Sia Apple, con i suoi iBeacon che Google con Eddystone, hanno provato ad aggirare questa limitazione facendo uso degli UUID (Universally Unique Identifiers), valori da 128-bit capaci di permettere ai dispositivi in ricezione di individuare beacon unici. Ma nel momento in cui si desidera inserire informazioni più corpose quali URL o dati telemetrici, è chiaro che 31 byte non sono sufficienti. Bluetooth 5 risolve tutto in un battibaleno incrementando la grandezza dei messaggi da 31 byte a 255 byte.

Lo standard Bluetooth 5 dovrebbe essere disponibile entro la fine del 2016. Sarà necessario introdurre nuovi dispositivi hardware per via del fatto che la radio opererà in maniera differente rispetto alle precedenti iterazioni dello standard. I nuovi chip potrebbero essere in circolazione verso l’inizio del 2017, mentre per quanto riguarda i primi prodotti ufficiali Bluetooth 5-ready potrebbe essere necessario attendere la fine del 2017.

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