La caccia al bosone di Higgs si infittisce dopo che gli scienziati degli Stati Uniti hanno trovato una prova ulteriore della loro esistenza, grazie agli esperimenti del Large Hadron Collider.

Un gruppo di fisici statunitensi ha presentato oggi una prova dell’esistenza della particella di Higgs, anche nota come particella di Dio, prova strettamente correlata con il lavoro dei ricercatori europei al Large Hadron Collider.

I ricercatori hanno pubblicato un’analisi di 10 anni di dati del Fermi National Accelerator Laboratory di Batavia, Illinois, che forniscono ulteriori suggerimenti sull’esistenza del bosone di Higgs, ma ancora non una constatazione conclusiva.

I dati, presentati in una conferenza di fisica in Italia, indicano che la particella può esistere con una massa compresa tra 115 e 135 gigaelectronvolts. Questo risultato è coerente con la ricerca dello scorso dicembre dal CERN Large Hadron Collider in Svizzera, che ha ristretto massa del bosone di Higgs a circa 125 gigaelectronvolts .
Gli esperimenti dell’acceleratore di particelle Tevatron in Illinois non sono statisticamente sufficienti per confermare l’esistenza del bosone di Higgs, ma l’analisi dei dati ha fatto escludere alcuni intervalli di massa e dà più fiducia gli scienziati che piano piano si stanno avvicinando alla scoperta.

Il bosone di Higgs darebbe la massa alle altre particelle. Si tratta di un fondamentale e, finora mancante, pezzo del cosiddetto Modello Standard della fisica, una teoria che spiega le interazioni tra particelle subatomiche.

Ulteriori test al Large Hadron Collider sono previsti entro la fine dell’anno.

Ti invieremo un' email a settimana, puoi cancellare l'iscrizione in qualunque momento.

Potrebbe interessarti anche:


Partecipa alla discussione: