Parafraso la sigla dei Puffi per parlare di tutt’altro. E’ un mio segno distintivo introdurre un argomento partendo da un pretesto del tutto diverso, per cui vi conviene abituarvi.

Sono passati tre mesi esatti dalla riapertura del PSN dopo l’attacco hacker più fuffa della storia. Vi ricordate le reazioni immediate? “Non comprerò mai più qualcosa con marchio Sony“, “Farò di tutto per tutelare i miei dati sensibili. Ma ora scusate, devo tweetare dove sono e in compagnia di chi“, “Intenteremo una class action, anche se non sappiamo bene cosa significhi” e via dicendo.
E ora? Ora tutti giocano alla beta del nuovo Assassin’s Creed, si scannano sull’annosa questione FIFA12/PES2012, si insultano via chat vocale massacrandosi con Killzone3.
Non è successo niente, allora? Che cosa abbiamo imparato dal “caso PSN“?
Che il nostro prezzo è l’equivalente di due giochi vecchi tre anni, un film squallido e la possibilità di scaricare DLC scontati per un mese (ovvero far passare per conveniente la più grande presa per i fondelli fatta al giocatore, ossia il concetto stesso di DLC).

Pensate di valere di più?

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