Sono passati oltre 20 anni da quando il nome “Dolly” ha scatenato innumerevoli dibattiti e polemiche in tutto il mondo. Dolly è stato il primo mammifero ad essere stato clonato tramite il trasferimento nucleare di cellule somatiche, e la sua clonazione ha sollevato preoccupazioni a livello etico e morale da parte degli attivisti per i diritti degli animali.

Sfortunatamente, Dolly è morta relativamente giovane, all’età di 6,5 anni. Ma la sua eredità ha continuato a vivere nel tempo. Dolly ha provato come fosse possibile riprogrammare una cellula somatica completamente differenziata in una cellula totipotente. Ciò ha portato gli scienziati a studiare lo sviluppo delle cellule staminali totipotenti in laboratorio allo scopo di sviluppare embrioni clonati.

La domanda è: quanto sono sani questi embrioni? E tali embrioni cresciuti in laboratorio possono svilupparsi in esseri viventi sani? Uno studio condotto da Kevin Sinclair e pubblicato su Nature prova a rispondere a questo quesito osservando la salute dei cloni di Dolly. Sinclair  e il suo team hanno rivelano che i suddetti cloni hanno adesso 9 anni di età, sono del tutto in salute e privi di qualsivoglia complicazione.

Clonazione dolly
Sinclair con i quattro cloni di Dolly

“Preoccupazioni relative all’invecchiamento precoce e allo stato di salute dei cloni circolano fin falla nascita di Dolly. In questo studio abbiamo operato una valutazione onnicomprensiva dello stato di salute delle pecore clonate, inclusi i quattro cloni di Dolly, scoprendo che questi animali sono sani tanto quanto una qualunque pecora della stessa età” ha spiegato Sinclair durante una intervista a ResearchGate.

I ricercatori si sono concentrati nello studio di alcuni problemi di salute tipici degli animali di età avanzata, quali disordini metabolici, obesità, artrite ed elevata pressione sanguigna. Sugli animali non è stato riscontrato alcuno di questi problemi, dimostrando che non vi sono segni di invecchiamento precoce. Ciò implica che gli embrioni clonati potrebbero essere riprogrammati con successo e impiantati in una madre surrogata.

Molti dei pregiudizi riguardanti la clonazione che si erano fatti strada negli anni ’90 sono stati smontati con questo studio, che si rivela essenziale per la ricerca relativa alla medicina rigenerativa. Sinclair ha fatto notare come oltre 20 animali siano stati clonati in tutto il mondo nel tentativo di affinare la procedura e proseguire con la ricerca, assicurando nel contempo il completo benessere degli animali clonati.

Nonostante sia già stato provato che gli animali clonati sono sani e robusti come gli animali concepiti in maniera naturale, alcuni studi sembrano confermare che tutti gli animali clonati che riescono a superare senza complicazioni i primi mesi di vita, crescono poi senza problemi. L’interruzione precoce di gravidanza è ben più comune con la riproduzione assistita. Ma se la ricerca potrà forse un giorno risolvere anche questo problema, permangono, naturalmente, tutte le problematiche di tipo etico e morale.

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