La quinta edizione del Mastercard Index of Women (MIWE) si è svolto oggi a Roma presso il Palazzo Valentini ed in questa occasione si è svolta una tavola rotonda dal titolo ‘Il sostegno all’imprenditoria femminile che guarda al futuro’.

Nello specifico il Mastercard Index of Women Entrepreneurs (MIWE) ha preso in considerazione i progressi delle donne imprenditrici in 65 paesi nel mondo che rappresentano l’82,4% della forza lavoro femminile globale ed evidenzia il contributo socioeconomico delle donne imprenditrici, oltre a fornire informazioni chiave sui fattori che guidano e ostacolano il loro successo.

Dopo i saluti iniziali da parte di Pierluigi Sanna, Vice Sindaco Città metropolitana di Roma Capitale, sono stati presentati i risultati della ricerca con a seguire una tavola rotonda per discutere sfide e opportunità del futuro per le imprese al femminile che ha visto la partecipazione di: Amedea Pennacchi, Presidente PWN Rome, Laura Furlan, Direttore Generale PostePay, Marco Tarantola, Direttore Generale BNL BNP Paribas, Michele Centemero, Country Manager Italia di Mastercard, Patrizia Di Dio, Vice Presidente Confcommercio Imprese per l’Italia e, infine, Valentina Picca Bianchi, Presidente Gruppo donne Imprenditrici Fipe-Confcommercio e Presidente Comitato Impresa Donna MISE.

Amedea Pennacchiha spiegato:

“Come Presidente di PWN Rome, sono molto felice di aver contribuito a organizzare questo evento sull’imprenditoria femminile con Mastercard. Il tema dell’imprenditoria femminile – sottolinea – ha un valore strategico in quanto contribuisce allo sviluppo del paese e all’empowerment delle donne, grazie anche alle opportunità offerte dal PNRR e dal Fondo Impresa Donne attivato dal Mise. Come noto, PWN Rome, è un’associazione no profit, presente in ben 30 city network a livello internazionale, che, essendo aperta anche ai colleghi maschi in qualità di ambassador, opera a favore della parità di genere in ogni contesto, dalla società politica a quella civile e aziendale.”

Le donne e l’imprenditoria in Italia

Nonostante i risultati della ricerca mostrino come l’occupazione femminile sia cresciuta in 14 delle economie prese in esame, i dati dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro mostrano un calo dell’occupazione femminile del 5% rispetto al 3,9% degli uomini. Malgrado, infatti, siano stati molti gli sforzi per mitigare l’impatto della pandemia negli ultimi due anni, il COVID-19 ha avuto un impatto enorme sulle donne. Ciò fa emergere quanto sia reale il rischio di annullare decenni di progressi verso il raggiungimento della parità di genere sul posto di lavoro e negli affari, aggiungendo ulteriori 36 anni al tempo stimato necessario per chiudere il divario di genere a livello globale (World Economic Forum – The Global Gender Gap Report 2021).

Nel panorama imprenditoriale le donne possiedono solo un quinto delle aziende esportatricim inoltre, l’80% delle imprese con donne nel ruolo di proprietarie e con necessità di credito vedono le loro esigenze quasi per nulla corrisposte. A ciò si aggiunge che il contributo delle donne all’economia è significativamente sottorappresentato nei report e negli indici sulle startup e sugli scenari economici.

Secondo i risultati dell’Index l’Italia perde tre posizioni in classifica collocandosi al 43° posto, con un punteggio di 52.3 (in calo rispetto allo scorso anno: 55).

Pur posizionandosi infatti come una ‘high-income economy’, i principali dati emersi dal report indicano che la sua performance è inferiore al benchmark di riferimento dell’indice MIWE. Ne deriva che, nonostante un lieve miglioramento nelle componenti di analisi ‘conoscenze e accesso finanziario’ (61.4 vs 60 dello scorso anno) e ‘sostegno all’imprenditoria’ (62.2 vs 60.9 dello scorso anno), l’Italia si conferma solo 58a per ‘general access to finance’, 40a per supporto governativo alle PMI e 57a per disponibilità di venture capital nel Paese.

Complessivamente, quindi, c’è ancora molta strada da fare da parte dell’Italia per consentire alle donne imprenditrici di affermarsi.

Tuttavia, alcuni segnali positivi arrivano dalle condizioni al supporto dell’imprenditoria (dove l’Italia sale dal 26° al 20° posto) e nel tasso di donne leader d’impresa (passando dalla 29a alla 24a posizione).

Colpisce positivamente, infine, come la percentuale delle donne attualmente impiegate in ambito tech (46%) non sia molto distante da quella degli uomini (54%), a ulteriore conferma della validità delle politiche nazionali e locali volte al miglioramento delle competenze professionali e all’aumento della partecipazione delle donne nel settore tecnologico.

Il futuro dell’imprenditoria femminile: resilienza, sostegno ed empowerment

Nonostante le avversità, le donne hanno dimostrato di essere imprenditrici resilienti, superando gli uomini in termini di attività imprenditoriale in 10 paesi e dimostrando come, nel complesso, il loro spirito imprenditoriale le guida giorno dopo giorno, confermandosi così come un fattore determinante per il successo delle donne nel mondo del business, anche prima della pandemia

Patrizia Di Dio, Vicepresidente Confcommercio Imprese per l’Italia spiega:

“Noi crediamo che le donne siano il motore della ripresa economica, a maggior ragione in un momento in cui è necessario trovare soluzioni non solo per tornare ai livelli pre-pandemia ma anche per dare quello slancio al nostro Paese che mancava da molti anni. Studi autorevoli confermano che se la partecipazione femminile al lavoro raggiungesse i livelli maschili, il PIL pro-capite crescerebbe dell’1% annuo e, adesso, grazie al moltiplicatore del recovery fund ci sarebbe un’ulteriore amplificazione. Il claim donne motore della ripresa non è espressione di una rivendicazione di genere, ma rispecchia il dato condiviso tra molti studiosi dei processi economici: puntare sulle donne rappresenterebbe una valida strategia di politica economica.”

È quindi fondamentale, per la futura crescita economica, gettare le basi per creare le giuste condizioni sociali, politiche e finanziarie affinché questo spirito imprenditoriale si trasformi in storie imprenditoriali di successo. Le politiche governative a sostegno dell’imprenditoria femminile possono infatti contribuire significativamente a una ripresa più rapida ed equilibrata.

L’empowerment dell’imprenditoria femminile fungerà non solo da catalizzatore per lo sviluppo e l’innovazione, ma farà crescere le comunità intorno alle donne di successo e favorirà una ripresa globale più inclusiva, equa e sostenibile.

Per scaricare il dettagliatissimo report completo dell’edizione 2021 del Mastercard Index of Women Entrepreneurs è disponibile al seguente link


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