A mettere un forte stop ai droni radiocomandati ci pensa l’ENAC ( Ente Nazionale per l’Aviazione Civile ) ha descritto le modalità e i requisiti che saranno già da subito in vigore per pilotare questi “giocattoli”.

Scatteranno da oggi 30 Aprile le leggi per pilotare i droni, infatti è già in vigore il nuovo Regolamento sui mezzi aeromobili a pilotaggio remoto (i cosiddetti APR).

Ad oggi i droni radiocomandati vengono vengono utilizzati per una moltitudine di attività professionali, sia in ambito civile,come  ad esempio nelle riprese tv, nel controllo di grandi installazioni (reti elettriche, dighe, impianti industriali, ecc.), nel monitoraggio di terreni agricoli, di aree urbane o dell’ambiente ma anche per forze di polizia e enti di ricerca e tecnologia.

Il nuovo documento distingue due diverse tipologie di velivoli radiocomandati: quelli dedicati a scopi ricreativi e sportivi ( “aeromodelli”) e quelli per attività professionali e lavorative come i droni che rientrano nella categoria APR.

Questi richiedono che il “pilota” non solo dovrà essere maggiorenne, ma dovrà anche aver frequentato un apposito corso ed inoltre sarà obbligatorio assicurare il proprio drone. Ovviamente si sono alzate molte proteste al riguarda tra cui la ove di RomaDrone, il primo salone aereonautico in Italia dedicato a questi dispositivi.

Luciano Castro, presidente del Roma Drone Expo&Show, aggiunge:

“E’ un settore in rapido sviluppo e con grandi potenzialità di crescita tecnologica, economica ed imprenditoriale. E’ per questo motivo che, per sabato 24 maggio, abbiamo voluto organizzare questo ‘faccia a faccia’ tra la drone community italiana e l’ing, Carmine Cifaldi, direttore Regolazione Navigabilità dell’ENAC, che consentirà di approfondire gli effetti che questo Regolamento avrà sull’intero comparto”.

Cosa ne pensate di questa nuova regolamentazione dell’ENAC?

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