Quindici anni di sviluppo e infinite smentite, ritardi e cancellazioni. La recensione di Duke Nukem Forever non può che partire da questi presupposti. In quindici anni le aspettative dei gamers crescono, poi calano, poi ricrescono e infine l’interesse inizia a calare. Ed è proprio quando le speranze disilluse dei più accaniti fan si stavano spegnendo, che Duke Nukem Forever esce sugli scaffali, disponibile per tutte le piattaforme, PC, Xbox 360 e Playstation 3. 2K Games e Gearbox Software avranno fatto un buon lavoro? Il prodotto finale vale l’attesa di 15 anni?

Neil Davey del Guardian ha provato il titolo e le conclusioni sono tutt’altro che confortanti.

Gli anni effettivi di sviluppo ovviamente non sono stati 15, ma i continui ritardi hanno fatto si che il gioco uscisse tardi rispetto alle qualità del motore grafico, e il gioco non può quindi reggere il confronto con i titoli concorrenti dello stesso genere.

E neanche la nostalgia e l’umorismo truce possono compensare i difetti del titolo.

Il gioco parte subito con una finezza: siamo in una toilette, con il duca di fronte alla tazza, e l’istruzione di premere RT per “pisciare”.

Dopo un breve tutorial, il gioco vero e proprio inizia con Duke che riceve (fortunatamente fuori campo) un “massaggio” da due focose gemelle.

Ma passiamo alla trama vera e propria: gli alieni stanno invadendo la terra e Duke, eroe nazionale, è chiamato a ristabilire l’ordine.

Comunque lo si voglia guardare però, Duke Nukem Forever non è altro che Doom con l’aggiunta del politicamente scorretto e del personaggio volgare, irriverente e fuori di testa che ha fatto la storia degli sparatutto.

A conti fatti, cosa abbiamo dopo 15 anni di attesa? Non molto. Grafica sgranata, occasionali problemi di frame rate e alcuni bug.

Ci sono anche tocchi di classe, come la macchinina telecomandata con un Duke in miniatura a pilotarla, e gli scherzi di cattivo gusto aiutano a trascurare alcune carenze, ma dopo qualche ora di gioco le gag iniziano a sembrare ripetitive e inizia a sopraffarci la noia e la delusione.

E poi ci sono i tempi di caricamento. Il gioco è difficile, il che è una buona cosa, ma nelle intense battaglie contro le moltitudini di nemici capiterà spesso al nostro duca di perire, anche dopo appena 30 secondi di gioco; in quel caso dovremo aspettare anche 45 secondi per ricominciare a muovere i primi passi nel gioco. Passeremo quindi più tempo ad aspettare il caricamento che a giocare, la frustrazione è inevitabile.

In conclusione Duke Nuke Forever, secondo il Guardian, delude, ma potrebbe comunque appassionari i fan più sfegatati del personaggio.

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