La MPAA (Motion Picture Association of America) in queste ore starebbe pressando gli organi del governo e l’FBI affinchè i dati ospitati dai server di Megaupload, chiuso verso la fine di Gennaio, non vengano cancellati, poichè potrebbero rappresentare prove per eventuali azioni legali future.

I dati, provenienti da circa 66 milioni di utilizzatori, occuperebbero in totale circa 28 Petabyte (ossia 28.000 Terabyte, 28 milioni di Gigabyte); un pò troppi per una messa in sicurezza a lungo termine. L’archiviazione infatti rende necessario l’utilizzo di circa 1.100 server, per una spesa giornaliera di 9 mila dollari.

Carpathia Hosting Inc., una delle due società che gestivano i server di Megaupload e Megavideo, non ricevendo più i pagamenti da Kim Dotcom, non è in grado di sostenere ancora per molto tali spese, avendo già maturato un credito non riscosso di 500.000 dollari.

Chi pagherà? Kim Dotcom è in attesa di processo ma ci vorrà ancora del tempo prima che la situazione di Megaupload si sblocchi, nel frattempo i file sono bloccati dall’FBI, quindi non è detto che le spese ricadranno sul fondatore di Megaupload. Forse pagherà la MPAA, che ci tiene tanto a quei file? A rimetterci alla fine, come sempre, saranno gli utenti in buona fede, che hanno perso i loro file pagando per un servizio utile, non da tutti utilizzato in maniera illecita.

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