Google Glass è disponibile solo per pochi eletti e uno di loro ha accettato di sacrificare il suo gioiellino da 1.500 dollari in nome della scienza e dell’informazione. Ma possiamo tranquillizzarvi sul finale, che in questo caso è lieto, il team che ha eseguito il disassemblaggio è infatti riuscito a rimettere insieme i pezzi, e far tornare i Google Glass in questione pienamente operativi, con danni estetici minori.

Ora che siamo tutti più tranquilli, entriamo nel vivo dell’operazione:

Google Glass si compone di due parti principali – un telaio in titanio (gli “occhiali”) e il “pod”, la barra laterale, che contiene tutti i componenti interessanti.

La componentistica dei Google Glass è abbastanza simile a quello di uno smartphone qualunque: troviamo un chipset TI OMAP 4430, 16GB di memoria flash SanDisk, un modulo di memoria DRAM Elpida, fotocamera da 5 megapixel e controller touch Synaptics. La batteria è posizionato dietro l’orecchio dell’indossatore, e è da 570mAh (2.1Wh). Su questo aspetto nutriamo qualche dubbio per la saluta dell’utilizzatore, in quanto un surriscaldamento della batteria potrebbe, alla lunga, essere nocivo per l’individuo, senza contare modelli difettosi: capita che alcune unità di batteria prendano fuoco spontamenteamente, e un conto è ritrovarsi un oggetto in fiamme sul comodino o anche in tasca, un conto è ritrovarsi un paio di occhiali in fiamme sul naso

Ma torniamo al nostro disassemblaggio.

Il display: il display da 640 x 360 pixel utilizza ottiche intelligenti che fanno apparire l’immagine come se si trovasse a diversi metri di fronte a noi.

Si noti che la versione montata è la Google Glass Explorer, un modello disponibile solo per gli sviluppatori. La versione commerciale, che arriverà sul mercato il prossimo anno, potrebbe essere diversa, e si spera che sarà venduto ad un prezzo inferiore.

Via – Fonte

Ti invieremo un' email a settimana, puoi cancellare l'iscrizione in qualunque momento.

Potrebbe interessarti anche:


Partecipa alla discussione: