Il motore di ricerca Google continua a migliorare giorno dopo giorno; gli aggiornamenti all’algoritmo di ricerca sono migliaia ogni anno, ma presto potrebbe sopraggiungere un cambiamento significativo nel modo stesso in cui Google concepisce le stringhe testuali inserite dall’utente: la ricerca semantica.

Google popola il suo motore di ricerca con i dati raccolti da un esercito virtuale di “bot” che effettuano il cosiddetto Web crawling, cioè girano per i siti alla ricerca di contenuti. Finora Google non riesce ad esempio ad indicizzare contenuti caricati tramite JavaScript, soprattutto nelle pagine che utilizzano AJAX (Asynchronous JavaScript and XML) che consente agli utenti di accedere ai contenuti senza dover ricaricare le pagine. Ma ora, secondo lo sviluppatore Alex Pankratov, sembra che i Google bot siano stati addestrati ad agire più come esseri umani per estrarre contenuti interattivi dai siti, eseguendo il javascript nelle pagine per vedere l’output.

Ma tralasciando l’aspetto tecnico, quello che Google vuole veramente ottenere è una ricerca più affine alle necessità degli utenti, cioè che sappia distinguere la tipologia di contenuto cercata, categorizzandola e fornendo contenuti correlati. Ecco un video che spiega meglio il concetto:

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