La sede Italiana di Google è sotto il mirino della Guarda di Finanza che in queste ore ha avviato una una verifica fiscale per Iva e redditi non dichiarati per un totale di 96 milioni di Euro a partire dal 2002.

A chiarire la situazione è Ministero dell’Economia che ad un’ interrogazione del deputato del Pd Stefano Graziano risponde che risultano «elementi positivi di reddito non dichiarati per un importo di oltre 240 milioni di euro» da parte di Google Italia, nonché una Iva «relativa e dovuta per un importo pari ad oltre 96 milioni di euro»: citando gli accertamenti in atto da parte della GdF di Milano che sta seguendo l’indagine.

A quanto pare il problema di Google è che la società italiana ha dichiarato solo le provvigioni percepite a fronte delle prestazioni rese prima alla Google inc. e poi la Google Ireland ma non invece l’intero volume commerciale sviluppato come sarebbe dovuto essere. La guardia di finanza è stata elusa poiché questa triangolazione adottata da Google prevede da contratto che Google Italia sarebbe solo una società che fornisce servizi di marketing alla sede Irlandese ( un vero paradiso fiscale in questa situazione) e per questo dei 500 milioni circa di raccolta pubblicitaria in Italia di cui è accreditato Big G, solo una quarantina vengono registrati nel fatturato della srl italiana.



Ma come avrà risposto Google?

L’azione di Mountain View sembra molto fiduciosa e a queste verifiche ha risposto che


«Google rispetta le leggi fiscali in tutti i Paesi in cui opera e siamo fiduciosi di rispettare anche la legge italiana. Continueremo a collaborare con le autorità locali per rispondere alle loro domande relative a Google Italy e ai nostri servizi». È quanto sostiene la società, dopo l’annuncio delle verifiche in corso da parte della Gdf sugli adempimenti fiscali in Italia.

Intanto sia Il Tesoro che la commissione Europea stanno cercando una soluzione a livello internazionale per risolvere il problema delle le doppie imposizioni fiscali, spesso utilizzate per evadere le tasse. I provvedimenti saranno presi in considerazione nel primo semestre del 2013 sotto la presidenza irlandese. Come ne uscirà Google?
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