I nuovi smartphone Pixel e Pixel XL di Google sono certamente degli ottimi terminali e stanno incontrando il favore del pubblico. Non per questo, tuttavia, si può parlare di prodotti perfetti: Google stessa ha ammesso di aver sviluppato i due telefoni da zero in fretta e furia, il che ha impedito, tra le altre cose, l’implementazione di un sistema di impermeabilizzazione. La fretta è sempre una cattiva consigliera, ma per fortuna, in alcuni, casi è possibile risolvere via software alcuni dei problemi che si verificano durante lo stadio di vita iniziale del prodotto.

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È il caso dell’effetto “lens flare“, sicuramente noto agli appassionati di fotografia in quanto utilizzato talvolta per scopo artistico. Si tratta in sostanza di un fenomeno che si verifica quando i raggi di luce, entrando nell’obiettivo, si riflettono su una delle lenti interne anziché colpire direttamente il sensore. L’effetto sugli scatti può essere disastroso: si va dalla perdita di contrasto alla comparsa di macchie luminose di forma circolare e semicircolare (effetto “halo”) o di strisce. Pare che alcuni utenti Google abbiano riscontrato questo problema con i loro nuovi smartphone Pixel, e si siano rivolti al produttore, che ha riconosciuto il problema.

Tutte le fotocamere sono soggette a questo tipo di effetto, ma è la frequenza con la quale esso si verifica quando di scatta una foto con Google Pixel a rendere la situazione problematica. Stando a Google, il problema sarebbe risolvibile con un semplice update software. Il problema verrà risolto con un algoritmo che, a quanto pare, è già in fase di sviluppo. Per eliminare il “lens flare”, sarà obbligatorio utilizzare la modalità di scatto HDR+, dal momento che l’algoritmo non farà altro che sottrarre matematicamente le macchie luminose dalle foto. Per i rilascio del fix occorrerà attendere un paio di settimane.

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