Bisogna tornare indietro al Novembre 2016, quando Google svelò che stava lavorando ad un prototipo, chiamato RAISR, in grado di abbassare la risoluzione di una foto ma di renderla ugualmente dettagliata. Una soluzione interessante che sfrutta il machine learning e che ora Google ha integrato all’interno dei suoi servizi online, Google+ in primis.

Quando un utente scarica una foto da Google+, lo stesso servizio fornisce una versione dell’immagine che rappresenta un quarto della grandezza originale, sfruttando poi gli algoritmi di RAISR per ripristinare i dettagli. In questo modo diminuisce il peso di ogni immagine del 75%, secondo Google. Il processo viene applicato a milioni di immagini presenti su Google+, permettendo di ridurre la richiesta di banda di circa un terzo.

Se si analizza più nel dettaglio il sistema, RAISR lavora in maniera simile ad altri strumenti che inseriscono pixel all’interno di una foto a bassa risoluzione per renderla più dettagliata. Ma in questo caso, RAISR adatta il metodo per ogni immagine.

Google non è l’unica ad utilizzare il machine learning per upscalare le immagini. Ad esempio, lo scorso Giugno Twitter acquistò UK AI startup Magic Pony, la quale usa tecniche simili per migliorare la qualità dei video a bassa risoluzione. L’intelligenza artificiale, utilizzata in questo modo, non è poi così inutile!

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