Evoluzione. Rivoluzione. Stupore. Ammetto che HTC al Mobile Word Congress 2015 di Barcellona, mi ha confuso o meglio colpito, stupito. Se il tempo aiuta a metabolizzare, Giuliano Ghidini (Director of Product Marketing HTC EMEA) fa meglio. L’ufficio stampa HTC Italia mi ha concesso l’opportunità di dare un ordine alle cose incontrando Giuliano.

Caos mediatico allo Stand HTC. Utopia in progress ha dato i suoi frutti. Tra la marea di giornalisti accecati da HTC One M9 scintillanti, intravedo Giuliano Ghidini e le sue due guardie del corpo (Luca e Mattia, ufficio stampa HTC Italia). Giuliano non ha tempo da dedicarmi, c’è tanto lavoro da svolgere, meglio così per HTC.

HTC One M9

In ogni caso, quasi sospesi dal mondo, iniziamo questo scambio di battute. La prima domanda è semplice, pulita, lineare. Evoluzione, è questa la parola chiave di Utopia in Progress. HTC One M9 dove punta? Cosa lo distingue dal resto del marcato?

HTC One M9 non è solo l’evoluzione di One M8 ma anche di One M7. One M9 è stato sviluppato in 5 anni di lavoro, con step successivi partendo dal 2013. HTC One M9 è il meglio di One M7 e One M8, ha la stessa costruzione industriale di One M7, è più facile da tenere in mano rispetto ad One M8 ma ha le stesse curve. Si imporrà sul mercato perchè è Super Premium, la colorazione Oro e Argento funzionerà. Stesso display in un form factor più compatto, performance migliori da un punto di vista della batteria. Fotocamera molto importante, UltraPixel sulla parte frontale, performance migliori in scarsa luminosità dove non c’è un Flash. Sul retro 20 Megapixel. Anche BoomSound è migliorato, la partnership con Dolby porta l’audio 5.1 sia in cuffia che da speaker. E poi c’è HTC Sense 7. Ancora più intelligente con Sense Home e più personalizzabile con i Temi.

HTC Grip

L’evoluzione continua e si sposta in un campo totalmente nuovo per HTC. Re Grip è pronta per essere indossata anche dagli sportivi più esigenti?

Sì. L’idea è quella di andare su un mercato maturo da un punto di vista sportivo. Altri brand hanno cercato di portare persone che non sono nell’ambito del fitness a praticarlo. Abbiamo notato che in quel tipo di approccio, le persone si stufano dopo 2 settimane. Con Under Armour andiamo alla ricerca di persone che già fanno questo tipo di attività. Sono persone che vanno in palestra, interessate allo sport e noi cerchiamo di portare le loro performance ad un livello diverso. Con Grip abbiamo GPS integrato, le notifiche che arrivano dallo smartphone e da HTC Sense. Forma ergonomica, durata della batteria molto buona e facilità di utilizzo. Inoltre c’è anche personalizzazione delle notifiche.

HTC Vive

Un percorso di Evoluzione che si completa in una Rivoluzione. HTC Re Vive.

Re Vive è nato tempo fa, quando abbiamo deciso di lavorare con Valve, piattaforma numero uno in ambito video gamers e video gamers professionali. Non stiamo parlando di gente che gioca ad Xbox o PlayStation, questi sono PC professionali da 3000 Euro. Tornei E-Sport, non è solo passione ma c’è un enorme investimento di denaro. La piattaforma Steam ha 125 Milioni di persone registrate e queste persone non spariscono ma interagiscono. Per esempio a Londra, gli E-Sport sono arrivati nell’ambito del Cinema, ci sono persone che vanno al Cinema e pagano per vedere gli altri giocare. Ambito molto interessante. Si inizierà con i Videogiochi, Valve. Si sperimenterà anche aree diverse. Abbiamo partership con Google, HBO, museo della Storia di Taiwan. L’idea è iniziare con Valve per poi arrivare in un ambito più consumer. La differenza fondamentale tra HTC Vive e la soluzione Oculus è la spazialità a 360° e posizionamento, puoi muoverti in una stanza virtuale costruita dai sensori mentre Oculus e Samsung hanno solo una visione 270° e da seduto. Grazie ad alcune caratteristiche abbiamo eliminato i problemi che altre soluzioni danno alle persone, non ci saranno giramenti di testa. Questo è uno step importante per portare la Realtà Virtuale ad un pubblico più Consumer.

Nell’ultimo anno e mezzo HTC sta cercando una strada per portare la sua qualità e la sua esperienza in settori dove non ha mai messo piede. Quali sono le motivazioni che spingono HTC oltre un suo ex-limite naturale?

HTC ha più di 15 anni. Abbiamo inventato lo smartphone, abbiamo fatto il primo smartphone Android e siamo stati i primi a customizzarlo con HTC Sense. Primi, primi e ancora primi, potrei farti tanti esempi. Lo smartphone è al centro di quello che facciamo, di quello che pensiamo per il futuro ma realizziamo che ci sono tantissime idee. Abbiamo visto anche competitors fare cose interessanti e quindi aumentare l’interesse all’interno della nostra industria. Noi non vogliamo portare sul mercato un prodotto solo per essere i primi o perchè c’è la tecnologia per farlo, allora lo facciamo. Noi vogliamo portare sempre qualcosa di nuovo e di utile alle persone, forse è per questo che non siamo stati i primi ad arrivare con un Fitband  ma siamo stati i primi nell’ambito tecnologico ad avere una partnership con un player come Under Armour e fare qualcosa di interessante nell’ambito sportivo. Stessa cosa per quanto riguarda la Realtà Virtuale. Potevamo anche noi utilizzare un altro tipo di piattaforma, utilizzare i nostri telefoni per avere un tipo di esperienza alla Google Cardboard con problemi di giramenti di testa. Quello che abbiamo fatto è lavorare più duramente con partners come Valve e arrivare con qualcosa di completamente diverso.

Il futuro di HTC in una parola.

Realtà Virtuale è veramente il futuro. Son due parole. L’idea di HTC è quella di portare all’interno di quella discussione non solo il gioco ma anche vedere come lo smartphone avrà un ruolo, come tutto arriverà all’interno della Realtà Virtuale. Quindi per esempio, anche il Fitness può giocare un ruolo fondamentale. Realtà Virtuale è il punto di arrivo non solo per quanto riguarda l’esperienza con Valve ma è anche quello che poi faremo in altri campi.

Scambio di parole rapido, semplice e indolore. Domande morbide e aperte, nulla di troppo complesso. Risposte piene, dettagliate e decisamente chiare. Il nostro incontro finisce qui, lui scompare tra la fitta nebbia di persone ed io rifletto su quanto mi ha rivelato.

Dalla Evoluzione alla Rivoluzione. HTC sta andando HTC non è oggi ma domani. oltre, il produttore taiwanese è proiettato al futuro. Lavora in modo semplice e naturale per il presente. Stampo progressista per il futuro. Non solo semplici smartphone ma un mondo sempre connesso. Il cerchio non si è ancora chiuso e forse non si chiuderà mai, è impossibile a questo punto poter solo provare ad ipotizzare, cosa c’è nella mente di Peter Chou.

L’impressione è che HTC stia lavorando in un tempo futuro per poi tornare indietro e mostrare al mondo cosa ci aspetta. Non più Quietly Brilliant.

Grazie a Luca Sbarra, Mattia Zanetti e Giuliano Ghidini.

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