Tutti ormai conoscete il fatto, Apple ha citato in giudizio, e molte volte ha vinto, l’azienda Coreana Samsung per una “presunta” somiglianza nei due dispositivi di punta per la fascia tablet: iPAD e Galaxy Tab.

Nello stesso giorno in cui anche in Australia arriva lo stop alla commercializzazione del Galaxy Tab, davanti ad una corte americana le due case madri si stanno sfidando a colpi di cavilli burocratici e a risposte quantomeno particolari.

La storia è semplice, Apple dice che Samsung ha copiato la maggior parte del design e ha prodotto un tablet molto simile esteticamente all’iPad, che possa quindi indurre a comprare un prodotto della concorrenza; Samsung, dal canto suo, ha sguinzagliato le memorie storiche della casa madre, perchè davanti al giudice Lucy Kohè ha presentato questo video:

httpv://youtu.be/JQ8pQVDyaLo

E’ uno spezzone del film del 1960  ” 2001 Odissea nello Spazio ” di Stanley Kubrick che mostra due astronauti intenti ad usare due “tablet” molto molto simili all’ iPad; in questo modo Samsung spera di dimostrare che il design dell’iPad non è una cosa inventata da loro, e quindi plausibile di ©Copyright esclusivo, ma bensì un concetto che esiste da molto prima dell’uscita dell’iPAD.

Un reporter di Reuters specifica che il giudice ha almeno preso in considerazione la rimostranza fatta da Samsung, però non ha negato le molte somiglianze tra i due device. Durante il dibattito in aula ha alzato sopra la testa i due oggetti, chiedendo agli avvocati Samsung se a distanza potessero riconoscere il dispositivo da loro tutelato. L’avvocatessa Kathleen Sullivan non è riuscita a distinguere il loro “protetto”, soltanto uno degli aiutanti della squadra di legali lo ha riconosciuto senza problemi.

Per il momento non è stata ancora presa una decisione definitiva, e la corte ha voluto precisare che non bloccherà il prodotto per una sola somiglianza specifica ma dirà la sua basandosi sui confronti di tre brevetti incriminati.

E’ vero, i device si somigliano ma noi dobbiamo essere sinceri, se entriamo in un negozio di elettronica e guardiamo un televisore o un altro (con le marche oscurate) difficilmente riusciremmo a indovinare quale televisore sia. Con gli schermi sempre più grandi è ovvio che lo spazio per l’estetica si assottigli.

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