Da un recente studio, ben il 16% degli internauti italiani sarebbe stato vittima di truffe e raggiri di diversa natura, perpetrati su internet. Cpp, multinazionale specializzata nella sicurezza dei dati personali, ha rivelato che in questo 16% sono compresi tutti gli utenti che hanno subito, almeno una volta, una violazione della chiave d’accesso a un qualunque servizio web, dalla posta elettronica, ai social network, per finire nei casi più gravi con violazioni della carta di credito. Secondo lo studio, solo nel 35% dei casi di violazione l’utente finisce col subire un danno, di natura economica o personale; nel restante 65% dei casi per fortuna non si verifica problemi, se non il disagio di dover cambiare password.

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Il 30% degli intervistati ha lamentato l’uso fraudolento dell’account di posta elettronica, messenger (o altre web chat) o del proprio social network. Il 2% ha subito danni economici limitati a 100 euro, mentre per 3 intervistati su 100 i danni sono stati contenuti entro i mille euro. Tra i mille e i 5 mila euro sono stati i danni economici per il 2% del campione, mentre solo l’1% ha subito danni superiori ai 5 mila euro.

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L’indagine ha inoltre evidenziato un dato allarmante: il 42% degli utenti intervistati non modifica mai le password di accesso ai vari servizi web. Il ricambio continuo di password, seppure fastidioso, si rivela da sempre come il miglior metodo per evitare furti di identità, manipolazione dei dati e violazione dei propri account da parte di hacker.

[quote]”Cambiare frequentemente le password – spiega Walter Bruschi, amministratore delegato di Cpp Italia – è sola una delle attenzioni da avere per tutelarsi dalle truffe. Per incrementare il livello di sicurezza è però meglio utilizzare password diverse per ogni tipo di accesso. Se, infatti, un malintenzionato entrasse in possesso della nostra unica password avrebbe accesso anche a tutti gli account internet. Si rischierebbe, quindi, di subire non solo un danno patrimoniale ma anche il furto di identità, un tipo di frode che si sta espandendo anche in Italia”.[/quote]

Un altro metodo efficace è la differenziazione delle password; in questo modo, anche se una credenziale fosse compromessa, il malfattore non avrebbe accesso ad altri servizi web, magari persino più importanti del servizio violato.

Ricordiamo ad esempio il recente caso di Lulzsec, che dopo essere entrata in possesso delle password degli utenti in un gioco online ha pubblicato i dati, e molti utenti si sono “divertiti” a entrare negli account amazon, paypal e ebay delle vittime utilizzando la stessa password pubblicata dal gruppo di hacker.

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