Da qualche giorno si sente spesso parlare di GoDaddy, della nuova legge antipirateria su Internet e di domini cancellati e spostati negli Stati Uniti. Cosa sta succedendo? Vediamo di riassumere in questo articolo le vicende che stanno spaventando una delle aziende di hosting e registrazione domini più importanti del mondo.

Tutto nasce dalla SOPA (Stop Online Piracy Act), la controversa legge anti-pirateria che si appresta ad essere approvato dalla casa bianca, legge che in molti ritengono essere un pericolo per i fondamenti stessi di Internet, basati sulla libertà di parola e sulla divulgazione del sapere.

Cos’è il SOPA

Il disegno di legge permetterebbe al Dipartimento di Giustizia americano e ai titolari del copyright di richiedere alle ordinanze giudiziarie, di bloccare i pagamenti a siti e servizi Web accusati di violazione del copyright.

I sostenitori della SOPA negli Stati Uniti sostengono che le forze dell’ordine hanno bisogno di strumenti nuovi per combattere i siti web, in particolare siti stranieri, che vendono prodotti contraffatti, tra cui musica, film, vestiti e medicine. Alcuni prodotti contraffatti sono pericolosi, altri costano alle aziende americane miliardi di dollari l’anno, dicono i sostenitori.

“La vendita di prodotti contraffatti e la pirateria online di contenuti protetti da copyright non solo mina l’economia del nostro paese ma  deruba statali e locali”, ha detto il procuratore generale dello Stato di Washington Rob McKenna in una dichiarazione. “Peggio ancora, alcuni prodotti contraffatti possono comportare rischi gravi per la salute e la sicurezza dei consumatori”.

Gli oppositori della legge sostengono che la legge sarebbe uno strumento per i detentori del copyright per attaccare molti siti Web legittimi, compresi i siti con contenuti generati dagli utenti come Twitter e YouTube. Sarebbe un freno all’innovazione sul web e danneggerebbe anche i social media.

Che c’entra GoDaddy

GoDaddy è un’importante compagnia statunitense di web hosting e registrazione di domini. Qualche giorno fa il CEO della compagnia, Bob Parsons, ha pensato bene di mandare gambe all’aria la reputazione aziendale dichiarando di sostenere il SOPA, attirando perciò le ire della comunità di internet, quella stessa comunità legata da anni ai servizi di GoDaddy. La dichiarazione era del 22 Dicembre; non passavano nemmeno 24 ore che GoDaddy ritrattava tutto, forse spaventata dalla reazione del web.

GoDaddy continua a perdere migliaia di domini ogni ora, in seguito alla campagna di boicottaggio partita proprio il 22 dicembre, campagna punitiva che si sta dimostrando molto efficace. Nonostante la ritrattazione della dichiarazione, poco convincente, attualmente GoDaddy continua a perdere domini ( 70.000 domini in meno in una settimana). Considerando che la compagnia attualmente conta oltre 50 milioni di domini in gestione (secondo GoDaddy), 70.000 domini non è molto, si tratta dell0 0,1% del totale; abbastanza comunque da spaventare un colosso come GoDaddy, che in questo momento spera solo di calmare le acque e di lasciarsi alle spalle questa storia.

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