Continuano i blocchi nei confronti di Huawei, che dopo essersi vista respinta dagli USA per essere parte della prima rete wireless di telecomunicazioni per “motivi di sicurezza pubblica” ed ora un simile epilogo anche nella terra dei canguri. Secondp l’ Australian Financial Review, l’azienda con base a Shenzen è stata rifiutata su consiglio della Australian Security Intelligence Organization, da un contratto nazionale per le telecomunicazioni, che sarebbe costato ben 43 miliardi di dollari.

Alexander Downer, portavoce Huawei in Australia, ha ribadito che tale decisione è ridicola e la scusa della guerra-digitale è adottata “solamente perche l’azienda ha origini Cinesi”. Questa non è la prima volta che Huawei è al centro di indagini anti-spionaggio, alle quali l’azienda ha risposto: “queste investigazioni proveranno solamente che Huawei è un’azienda con fini commerciali, nient’altro”. Si attendono sviluppi, ma sembra che nonostante Huawei abbia tra i migliori hardware per le comunicazioni del mercato, essa non sia ben accetta ovunque.

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