Apple lancia oggi ufficialmente la nuova versione del suo sistema operativo per Mac, ovvero macOS Sierra 10.12. Tutti coloro che sono in possesso di un Mac compatibile saranno pronti per accogliere l’aggiornamento, dunque è cosa saggia prepararsi per fare in modo che la transizione tra la vecchia e la nuova versione di iOS avvenga in maniera indolore e non si verifichino problemi. Basta in realtà seguire alcune semplici precauzioni per assicurarsi di non incorrere in fastidiosi blocchi di sistema messaggi di errore. Ecco come agire:

macos sierra

1. Assicurarsi che il proprio Mac sia compatibile

Naturalmente è necessario possedere risorse hardware adeguate per poter eseguire l’ultima versione del sistema operativo Apple. Fortunatamente, l’azienda di Cupertino si è impegnata al massimo per estendere la compatibilità con macOS Sierra anche ai Mac più vetusti. Come è ovvio che sia, ci sono dei limiti. Ecco la lista completa dei modelli compatibili con macOS Sierra pubblicata sul sito di Apple:

  • MacBook (fine 2009 o più recente)
  • MacBook Pro (metà 2010 o più recente)
  • MacBook Air (fine 2010 o più recente)
  • Mac mini (metà 2010 o più recente)
  • iMac (fine 2009 o più recente)
  • Mac Pro (metà 2010 o più recente)

Pur potendosi spingere addirittura ai dispositivi del tardo 2009, alcune delle funzionalità saranno limitate – anche per motivi di sicurezza – ai dispositivi più recenti. Ad esempio lo sblocco automatico tramite l’impiego di un Apple Watch sarà disponibile solamente sui Mac prodotti a partire dal 2013. Tante altre le funzionalità limitate: Handoff, Apple Pay, AirDrop, AirPlay, Metal, PowerNap, etc. Fortunatamente una delle novità più attese, Siri, sarà disponibile per tutti i Mac elencati (a patto di avere una connessione ad internet sufficientemente performante). Per una lista completa delle funzioni compatibili, vi invitiamo a consultare la pagina dedicata dei requisiti hardware sul sito di Apple.

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2. Effettuare un Backup di sistema

Anche se solitamente gli aggiornamenti software sviluppati da Apple per i Mac possono essere installati senza grattacapi, è opportuno tutelarsi per evitare problemi di qualsiasi tipo. È certamente una buona idea effettuare un backup di sistema prima di lanciare l’update. Apple fornisce naturalmente un tool apposito, Time Machine, che permette di salvare i propri file e impostazioni in previsione di un eventuale ripristino di sistema.

Il fatto che non si sia mai incappati in un problema non è motivo sufficiente per ritenersi al sicuro da rischi: basti pensare a quanto accaduto di recente con iOS 10, che nonostante le buone intenzioni ha fatto penare numerosi utenti di iPhone e iPad, costringendoli a eseguire un ripristino attraverso iTunes o a contattare Apple per ottenere assistenza.

3. Conoscere le proprie credenziali Apple ID

Ad aggiornamento concluso, molto probabilmente il sistema del vostro Mac richiederà il vostro Apple ID per aggiornare le impostazioni di iCloud. Si tratta di credenziali che, salvo problemi, vengono utilizzate molto di rado. Può essere dunque utile premunirsi con anticipo dei propri dati Apple ID per averli immediatamente a disposizione durante l’installazione nel caso venissero richiesti. Per chi non riuscisse a reperire le proprie credenziali c’è il servizio iForgot di Apple: seguendo le istruzioni dovrebbe essere possibile rintracciare i dati senza troppi patemi.

4. Connettersi ad una rete affidabile

Praticamente tutti i Mac, salvo pochissime eccezioni, sono dotati di un modulo per la connettività WiFi. Solitamente, quando si effettua un aggiornamento importante si consiglia di utilizzare la rete cablata, ma nel caso di Apple, che ha rinunciato alle porte Ethernet LAN da anni – o ere -, questo discorso non vale. A meno che non si utilizzi qualche adattatore, è dunque necessario affidarsi ad una rete WiFi per scaricare i file di installazione di macOS Sierra.

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Il consiglio è quello di non affidarsi ad una rete WiFi pubblica: solitamente i gestori delle reti pubbliche tendono a limitare la banda per fare in modo che essa sia ripartita equamente da tutti coloro che vi si connettono. E dal momento che macOS Sierra è stato rilasciato oggi, tutti i possessori di MacBook, MacBook Pro e MacBook Air, queste reti verranno prese d’assalto e rese probabilmente inservibili. Non è naturalmente solo una questione di velocità, ma anche di sicurezza personale (le reti pubbliche sono estremamente vulnerabili). Se non c’è la possibilità di utilizzare una rete sicura, è probabilmente meglio attendere e procedere con l’aggiornamento quando se ne avrà una a disposizione. Ne vale la pena.

5. Prepararsi ai ritardi

Ogni anno i server Apple si preparano a sostenere l’assalto di tutti gli utenti che desiderano accedere alla nuova versione del sistema operativo Apple per Mac il prima possibile. È dunque inevitabile che la velocità di download possa essere limitata per numerosi utenti per via della saturazione cui sono sottoposte le reti dei vari server disseminati per il globo.

È sufficiente lanciare l’aggiornamento per farsi una idea della situazione attuale. Nel caso la velocità di download sia troppo ridotta, è conveniente rimandare l’aggiornamento di qualche ora, specialmente se ci si trova a lavoro e non si ha la possibilità di riavviare in continuazione il download nel momento in cui i server dovessero restituire un messaggio di timeout.

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