Nel weekend appena trascorso si è svolta una manifestazione a livello europeo di protesta contro ACTA, la norma che mirerebbe a ridurre la pirateria online limitando la libertà di espressione e di condivisione sul web.

Il presidente del Parlamento europeo ha criticato il trattato sul diritto d’autore Acta, sostenendo che manca di equilibrio sufficiente; la dichiarazione è seguita alle proteste in diverse città del continente da parte di decine di migliaia di manifestanti.

Martin Schulz, presidente del Parlamento europeo, parlando alla televisione tedesca ARD dell’ Anti-Counterfeiting Trade Agreement (Acta), ha dichiarato: “Non mi trovo bene nella sua forma attuale.” Ha detto che nell’accordo non c’è il necessario equilibrio tra la protezione del copyright e dei diritti individuali degli utenti.

Chi vuole  ACTA

Ma i sostenitori di ACTA dicono che è necessario armonizzare le norme internazionali per proteggere i diritti di chi produce musica, film, prodotti farmaceutici e altri prodotti soggetti a pirateria .

Chi NON vuole ACTA

Gli avversari di Acta temono che la normativa porterà alla censura e alla perdita della privacy su internet, frenando la libertà di condividere conoscenza e svago e favorendo sistemi di sorveglianza su internet.

Nella giornata di sabato migliaia di persone hanno protestato in diversi paesi europei. Nelle città tedesche più di 25.000 manifestanti hanno marciato a temperature da congelamento, mentre a Sofia, Bulgaria, erano in 4.000.

Altre proteste consistente ci sono state in città come Varsavia, Praga, Slovacchia, Bucarest, Vilnius, Parigi, Bruxelles e Dublino, nonostante il freddo che ha invaso l’Europa in questi giorni.

“Non è accettabile sacrificare i diritti di libertà per i diritti d’autore”, ha detto Thomas Pfeiffer, uno dei leader del partito Verdi a Monaco di Baviera, dove 16.000 persone hanno protestato contro Acta nella giornata di sabato.

“Vogliamo Acta fermato”, Yanko Petrov, che ha partecipato ad una manifestazione a Sofia ha detto all’ emittente di stato BNT. “Abbiamo le nostre leggi, non abbiamo bisogno di atti internazionali.”

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