I touchscreen capacitivi ci hanno stupito sempre di più grazie alla loro estrema sensibilità anche senza l’utilizzo di un pennino o uno stilo, già dalla presentazione del primo iPhone nel 2007. Ora basta semplicemente sfiorare il pannello del nostro smartphone per far avvertire il tocco.

Il cuore di questa tecnologia si chiama ossido di indio e stagno (ITO), che è in grado di rilevare quando si tocca lo schermo con le dita che conducono elettricità. Ma secondo un nuovo rapporto del governo degli Stati Uniti, le forniture di ITO stanno diminuendo e ricercatori stanno cercando di trovare un sostituto.

TouchScreen capacitivo

Secondo il governo degli Stati Uniti nel 2010-2011, il costo per l’indio è aumentato del 25%. Ancora più preoccupante, è che le miniere di indio potrebbero restare a secco nel 2020. Finora l’alternativa più promettente è grafene, un materiale dello spessore di un atomo di carbonio.

Foxconn inizierebbe a utilizzare i nanotubi al carbonio nei dispositivi non Apple entro la fine del 2013, e Samsung sta lavorando su prototipi che utilizzano il grafene. Una cosa è chiara bisogna essere veloci perché si stima che entro i prossimi anni gli smartphone con touchscreen nel mondo saranno 1,4 miliardi.

Via | cultofmac

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