La miniaturizzazione dei transistor si arresterà entro il 2021

Procedere ad ulteriori tentativi di miniaturizzazione dei transistor sarà troppo costoso; subentreranno probabilmente i chip 3D e altre tecnologie che permetteranno di sfruttare al meglio lo spazio nei chip

Indipendentemente dal fatto che la famosa legge di Moore – secondo la quale la complessità di un circuito raddoppia ogni 18 mesi – sia stata o meno rispettata nel corso degli ultimi anni, nel mondo dei semiconduttori è sempre stato possibile rilevare una tendenza: i produttori di chip hanno sempre trovato un modo per miniaturizzare i transistor e creare chip sempre più potenti senza aumentarne le dimensioni o il consumo. Tuttavia, nel corso dei prossimi anni le cose potrebbero cambiare. La Semiconductor Industry Association (che conta tra le sue fila sia IBM che Intel) ha pubblicato una roadmap che identifica nell’anno 2021 il termine ultimo del processo di miniaturizzazione dei transistor.

Ciò non significa che non sia possibile miniaturizzare ulteriormente in transistor; semplicemente, non sarà più conveniente economicamente adoperare questa tecnica per la realizzazione di chip ancora più potenti, dal momento che i ricavi potrebbero essere addirittura sorpassati dalle spese di sviluppo. Il futuro potrebbe essere invece costituito da una tecnologia che permetta di sfruttare al meglio lo spazio, come accade ad esempio nel caso dei cosiddetti chip 3D.

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Questa previsione è supportata dalla realtà dei fatti. Al giorno d’oggi, infatti, il numero di compagnie che possono permettersi di competere nel settore dei semiconduttori è estremamente ridotto. Gli ultimi giganti rimasti sul mercato sono infatti Intel, GlobalFoundries, Samsung e TMSC, e non c’è alcuna garanzia sul fatto che in futuro il loro numero non si riduca ulteriormente. Inoltre, persino Intel ha dovuto rallentare il ritmo di sviluppo dei propri chip, e ciò riflette le enormi difficoltà e i tanti problemi che si incontrano nel miniaturizzare ulteriormente i chip in maniera efficiente.

Ciò non significa, tuttavia, che la legge di Moore non sarà più valida dopo il 2021. L’impiego dei chip 3D e altri espedienti potrebbero permettere di raddoppiare la complessità dei chip ogni 18 mesi ancora per parecchio tempo. E bisogna sottolineare il fatto che si tratta ancora soltanto di una roadmap, non di una garanzia.

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