Pokémon Go è certamente un enorme successo, ma nel momento in cui Nintendo ha ammesso che non otterrà profitti diretti dal nuovo e popolarissimo gioco a realtà aumentata, le sue azioni sono crollate vertiginosamente, portando ad una perdita in termini di capitalizzazione pari ad addirittura 6.7 miliardi di dollari. Solamente l’11 luglio scorso, le azioni della Nintendo erano volate alle stelle in occasione del lancio di Pokémon Go, producendo un aumento del proprio valore di mercato di 7.5 miliardi di dollari, che nel corso delle settimane ha toccato i 12 miliardi. Nel complesso, quindi, non è stato un disastro per l’azienda giapponese. Ma per quale motivo il boom iniziale si è sgonfiato?

pokemon go

Il crollo è da ricondursi ad una lettera, pubblicata da Nintendo e destinata proprio ai suoi investitori, con la quale l’azienda ha definito il suo coinvolgimento nel fenomeno del momento. In pochi, infatti, sembravano essersene resi conto: Nintendo non ha né sviluppato né pubblicato Pokémon Go, ma detiene semplicemente il 32% delle azioni di The Pokémon Company, che si occupa di distribuire le licenze per il franchise Pokémon.

Pokémon Company riceverà dunque da Niantic una generosa commissione per la concessione della licenza, e una compensazione per la collaborazione nello sviluppo del gioco. Da tutto ciò, Nintendo trarrà ricavi decisamente moderati. È dunque per questo che lunedì scorso le azioni della Nintendo sono crollate del 18%: si tratta della peggior flessione del titolo azionario giapponese dal 1990.

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