In seguito alla protesta montata sul web dopo la divulgazione delle nuove normative sul pagamento del canone RAI, l’azienda radiotelevisiva ha rilasciato un comunicato stampa per chiarire le norme e placare gli animi: “La Rai non ha mai richiesto il pagamento del canone per il mero possesso di un personal computer collegato alla rete, i tablet e gli smartphone. ”

Le imprese e i professionisti che utilizzano il computer o il tablet in ufficio non dovranno più pagare il canone alla RAI. Si tratta di un vero e proprio passo indietro della RAI, visto che le lettere erano già state imbustate e spedite al popolo della partita iva.

La nuova tassa (200,91 euro a pc) avrebbe portato nelle casse della Rai circa un miliardo da parte delle imprese a cui andavano aggiunti i circa 400 milioni che avrebbero dovuto versare i professionisti.

Dopo un confronto avvenuto ieri mattina con il ministero dello Sviluppo economico, rilevando che «la lettera inviata dalla Direzione abbonamenti Rai si riferisce esclusivamente al canone speciale dovuto da imprese, società ed enti nel caso in cui i computer siano utilizzati come televisori (digital signage) fermo restando che il canone speciale non va corrisposto», viene ulteriormente precisato, «nel caso in cui tali imprese, società ed enti abbiano già provveduto al pagamento per il possesso di uno o più televisori».  La nota si chiude ribadendo «che in Italia il canone ordinario deve essere pagato solo per il possesso di un televisore».

Il presidente del Consiglio direttivo di Confindustria Digitale Stefano Parisi ha commentato così:

[quote]I Pc non sono stati concepiti per la ricezione di trasmissioni radiotelevisive, ma per innovare l’organizzazione del lavoro e la comunicazione. E il richiamarsi a una legge del ’38 per tassare tecnologie del nuovo millennio sono frutto di un’interpretazione del tutto arbitraria non supportata da alcun riferimento legislativo.[/quote]

Ti invieremo un' email a settimana, puoi cancellare l'iscrizione in qualunque momento.

Potrebbe interessarti anche:


Partecipa alla discussione: