Nel 2015 la startup NextBit avviò una campagna KickStarter per la realizzazione di uno smartphone costruito attorno al concetto del cloud: invece di avvalersi di un classico slot microSD per l’espansione della memoria, un sofisticato sistema di integrazione con il cloud avrebbe permesso agli utenti di dimenticare completamente tutti i problemi relativi all’esaurimento dello spazio di storage del proprio device. Le impostazioni, le app, le foto, i giochi in pausa e tanto altro sarebbe stato spostato nel cloud da un algoritmo pensato per analizzare il comportamento dell’utente e fare spazio sulla memoria del dispositivo. Un semplice tocco sullo schermo del telefono avrebbe infine permesso di recuperare le informazioni trasferite sul cloud.

razer acquisisce nextbit

Il progetto di crowdfunding è stato un successo (1,3 milioni di dollari raccolti a fronte di un obiettivo di 500.000 dollari), e nel febbraio del 2016 NextBit ha cominciato la distribuzione dei terminali, denominati NextBit Robin. A quasi un anno di distanza, la compagnia è stata acquisita da Razer, ma nonostante le vendite degli smartphone e accessori correlati siano ormai cessate da tempo, le promesse fatte verranno mantenute: NextBit continuerà a supportare Robin con aggiornamenti software e di sicurezza fino al febbraio del 2018.

Il brand NextBit non sparirà: l’azienda infatti opererà come una divisione indipendente all’interno di Razer, e si concentrerà sul design e sull’esperienza mobile di dispositivi “unici” nel loro genere. Non è dato sapere se vedremo presto sul mercato uno smartphone o un tablet Razer, anche se, stando ad un breve clip pubblicato sul profilo Twitter di NextBit, la compagnia sembrerebbe aver cambiato logo. Nel frattempo NextBit sta testando Android Nougat, e presto potrebbe rilasciare l’aggiornamento alla versione 7.1.1 del sistema operativo Google per il suo device.

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