Nota dell’autore: la versione testata del gioco è quella per console PS3.

Ogni anno, più o meno sempre in questo periodo, si consuma la resa dei conti per gli appassionati di calcio videogiocato: le nuove versioni di FIFA e PES sono disponibili da qualche giorno, e dopo appassionanti sessioni di gioco e confronto viene infine decretato quale dei due è più meritevole di rubarci un buon pezzetto di tempo libero fino alla stagione successiva. Arriverò subito al dunque: FIFA si aggiudica lo scudetto per il terzo anno consecutivo, questa volta con meno punti di distacco su un rivale decisamente migliorato, ma forte di un gioco barcelloniano che gli vale probabilmente la vittoria più bella di sempre. Vediamo perché.

Questioni tecnico-tattiche

Al primo lancio di FIFA12, il gioco cerca il file opzioni della scorsa edizione e molto intelligentemente ci chiede se vogliamo mantenere le stesse impostazioni di comandi e visuale oppure se vogliamo ridefinirle, dopodiché parte un tutorial in cui Fabio Caressa ci illustra la prima, grande innovazione del gioco: la difesa tattica.

Più o meno da FIFA1o il lavoro della difesa – oh, scusate, mi sono scordato che da quest’anno “difesa” e “attacco” sono stati rimossi dai dizionari calcistici, ormai è solo “fase difensiva” e “fase offensiva”; mi perdonino coloro che non hanno capito nulla – si basava su un pressing forsennato sul portatore di palla con conseguente abuso del contrasto leggero (tasto X), arma diventata praticamente totale in FIFA11. Ebbene, nell’edizione 2011-2012 del gioco EA scordiamoci di questa impostazione: il contrasto leggero è stato ridefinito del tutto, riducendo sensibilmente la sua efficacia. Il che rende necessaria un’interpretazione totalmente nuova della fase difensiva, un’interpretazione più… tattica, appunto. L’approccio della linea difensiva è molto più attendista, focalizzato maggiormente ad “accompagnare” l’attacco avversario per poi neutralizzarlo con duelli spalla a spalla (estremamente realistici grazie all’ottimo modello fisico che gestisce le collisioni tra giocatori), dirottamenti in zone meno “calde” dell’area e raddoppi di marcatura.

Naturalmente l’impatto con un approccio difensivo ridefinito in modo così radicale inizialmente si rivela spiazzante, soprattutto se unito a una maggiore cattiveria sottoporta da parte della CPU (non mi vergogno ad ammettere di aver perso 6-0, in una delle prime partite, contro un normalissimo Betis Siviglia a difficoltà Campione). Ma poi pian piano ci si abitua, e una volta presa dimestichezza con la nuova gestione della difesa ci si possono togliere parecchie soddisfazioni. Certo, è anche possibile selezionare l’opzione “difesa tradizionale”, ma solo nel gioco offline, il che è più di un segnale, visto che il cuore pulsante di FIFA è il gioco in rete.

Fisicità e raddoppi sono i cardini della difesa tattica di FIFA12.
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