E’ inutile negarlo: Mark Shuttleworth stà ad Ubuntu come Steve Jobs stava ad Apple. E del grande genio della mela morsicata, Shuttleworth ne condivide le idee, le visioni, ed è stato capace negli anni di creare un gruppo di “seguaci” fedeli a Linux proprio come il grande Steve ha fatto con i fan Apple. E proprio come JobsShuttleworth vuole estendere l’utilizzo del suo sistema operativo Open su tutti i device che si collegano ad internet, quindi sia Tablet che Smartphone.

Durante l’ultimo “Ubuntu developer Summit” infatti, Shuttleworth ha detto:

“I sistemi per accedere ad internet, collegarsi con i propri amici, ascoltare musica, guardare film si stanno evolvendo velocemente. Tutti oggi usiamo diversi device per poter fare tutto questo, device che usano diversi sistemi operativi,  con il proprio range di connettività. Pochi sono gli utenti che restano fedeli allo stesso sistema operativo per ogni terminale che utilizzano”

e poi ha continuato

” Non ci prendiamo in giro, la maggior parte dei costruttori oggi come oggi si stà spostando verso le distribuzioni Linux. Ad oggi, il 70% della popolazione egiziana si collega ad internet tramite un cellulare. In USA questo dato è pari al 25%”.

Leggendo fra le righe, insomma, Shuttleworth afferma che c’è bisogno di un’unica piattaforma che possa condividere vari device, candidano la propria release Linux a questo ruolo.

Riuscirà il businessman e patron di Canonical a portare avanti questo progetto?

Secondo me si. L’interfaccia Unity di Ubuntu, per quanto poco amata dagli utilizzatori storici del sistema operativo Linux-Based, è di utilizzo facile ed immediato, un pò come accade all’interfaccia di Android o di Iphone, verso la quale anche WIndows 8 e Symbian con “Belle”  si stanno orientando. E agli utenti finali poco importa che sotto l’interfaccia batta un cuore Linux, l’importante è che sia veloce, di facile utilizzo e all’ultima moda, anche se questo farà gridare alla bestemmia  i fan di Ubuntu.

Da utente finale inoltre, aggiungo che la concorrenza non potrà che far bene ad un mercato che, fino a poco tempo fa, vedeva Apple regina incontrastata, con tutte le contraddizioni e le chiusure che un monopolio porta inevitabilmente con se.

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