In Italia c’è la Crisi, lo sanno pure i muri. Sarà forse per questa ragione che le varie forze di polizia italiane in quest’ultimo periodo stanno controllando a tappeto tutte le più importanti compagnie informatiche e telematiche nel nostro Paese. E’ toccato qualche settimana fa a Google Italia che è risultato evasore per una spoporzionata cifra di euro; poi la Finanza è passata da Facebook Italia che però è risultata regolare.

A passare sotto la scure dei controlli nelle scorse ore è toccato questa volta a Skype. Il Garante Italiano per la Protezione dei Dati Personali ha inviato una missiva nel quale faceva una ufficiale “richiesta di informazioni sul trattamento dei dati degli utenti del servizio voip Skype (così si legge proprio nell’oggetto della lettera inviata alla sede Lussemburghese del software di videocomunicazione). La lettera in questione è stata ripubblicata in tutta la sua interezza dal quotidiano “La Repubblica” (la trovate cliccando qui).

Questa strana richiesta è partita da una segnalazione partita da uno degli utenti italiani che usufruiscono di Skype che si è lamentato con le Autorità per via del fatto che è impossibilitato ad eliminare definitivamente il suo account sulla piattaforma voip (ora di Microsoft). Lo stesso utente inviò tempo fa una richiesta formale allo staff di Skype che però gli rispose che, per cancellare l’account in questione, avrebbe dovuto certificare allo staff che era di sua proprietà segnalandogli con esattezza il giorno di creazione dell’account.

Per questa ragione, il Garante italiano ha fatto partire la segnalazione che dovrà ricevere una risposta rapida (entro 24 ore dalla ricezione del messaggio) e soprattutto chiara.

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