La bellezza di Android è la personalizzazione, un sistema aperto che lascia all’utente finale la scelta su ogni singolo aspetto. La personalizzazione si fa ancor più estrema in ambito modding, i veri power user amano cambiare ROM o effettuare semplicemente il root su smartphone Android.

Effettuare il root di uno smartphone Android permette di mettere le mani nel cuore del sistema, di modificare ogni opzione e restrizione. Sì, i produttori di smartphone spesso pongono limiti a ciò che l’utente può fare. Bisogna saper utilizzare il root, bisogna conoscere dove mettere le mani, in caso contrario si potrebbero far molti danni.

Tralasciando enormi dibattiti filosofici sulla questione della simbiosi hardware e software, il punto è uno:

– Ho pagato per acquistare quel pezzo di hardware, devo poter agire liberamente sul software del mio smartphone.

Gli smartphone Android con il root hanno accesso ad una serie di features privilegiate come poter rimuovere le apps di sistema e poter intervenire in alcuni ambiti per migliorare le performance giocando con i governor del processore e regolando quindi le prestazioni della nostra CPU.

Inoltre è possibile stravolgere totalmente l’esperienza grazie ad una custom ROM con root già abilitato. Insomma il messaggio è chiaro: lo smartphone è mio e ci faccio ciò che voglio.

Cosa succede se uno smartphone con root o custom ROM deve essere spedito in assistenza? La garanzia copre smartphone con eventuali modifiche al software? Ecco, la questione si fa spigolosa.

Per ogni acquisto di oggetti tecnologici c’è una doppia garanzia per il consumatore:

  1. Garanzia legale con il Produttore
  2. Garanzia con il Rivenditore

Senza entrare in noiosi dettagli di regole e contro regole, entrambe le garanzie offrono totale supporto per ogni difetto di conformità presente al momento della vendita e che potrebbe manifestarsi durante il suo utilizzo.

Il consumatore è sempre tutelatoI player di mercato mobile non passano in garanzia smartphone con software modificato o semplicemente con root, tendono sempre a negare supporto per questi device. Vero, una modifica software può creare un problema hardware. Ma se il problema hardware non si è presentato per una modifica software? Ecco qualche piccolo esempio pratico con esperienze personali:

1 – Avevo uno smartphone che da un momento all’altro non agganciava più il segnale, aveva una custom ROM e root. Dopo svariati tentativi, dopo aver rimesso la ROM originale ed eliminato il root, ho potuto accertarmi che il problema era hardware.

Mando lo smartphone in assistenza ancora ampiamente coperto da garanzia e mi viene respinto perchè avevo effettuato una modifica al software. Dopo infinite dimostrazione del problema hardware e della non relazione con la modifica del software, il mio smartphone è passato in garanzia ed è tornato come nuovo.

2 – Nuovo smartphone con root e nuovo problema. Questa volta sul display appaiono delle strisce verticale verdi, chiaramente un problema al display. L’assistenza nega la riparazione in garanzia per software modificato. Ma il root come può essere collegato ad un difetto hardware del display?

Faccio fiumi di telefonate per far valere i diritti di un consumatore, per far valere la logica. Fortunatamente anche i questo caso, il tutto va per il meglio.

Riassumendo: il consumatore è sempre tutelato ed ha una doppia garanzia (venditore, produttore). Per ogni problema hardware non causato dall’utente viene sempre concessa la riparazione in garanzia.

Per un difetto hardware su smartphone con root, se il difetto non è in nessun modo collegato al software, il produttore deve consentire la riparazione in garanzia, è la legge che lo impone.

Ok, tutto può sembrare molto semplice ma nella realtà non è così. I produttori si tutelano con delle norme proprietarie contro le modifiche software, contro il root e le custom ROM. Addirittura alcuni brand permettono anche lo sblocco del bootloader tramite software ufficiali e poi fanno problemi con la garanzia.

Ecco nel dettaglio come alcuni brand si pongono di fronte al dibattito root vs garanzia:

Samsung vs root

Samsung ha attivo una sorta di counter sui propri smartphone, un contatore che segna ogni operazione di manipolazione software effettuata. Se il contatore segna +1 potete dire addio alla garanzia.

LG vs root

LG si era accaparrata la fiducia del mondo del modding assicurando le riparazione in garanzia anche per smartphone con root attivo. Purtroppo da Aprile 2016, LG ha comunicato che non accetterà più riparazioni in garanzia per smartphone con modifiche software.

HTC vs root

HTC offre un tool ufficiale per sbloccare il bootloader dei suoi smartphone ed è segnato chiaro e tondo che questa operazione potrebbe invalidare la garanzia. Quel potrebbe non è una negazione, in questo caso la questione si gioca sul piano del difetto hardware non derivante da modifica software. HTC ha accettato più di una volta riparazione di smartphone con root.

Sony vs root

Nei primissimi anni di Android, Sony era abbastanza permissiva con gli smartphone con root attivo e la garanzia. Oggi Sony si adegua al resto dei produttori e chide le porte della garanzia ai device con root.

Altri produttori Android vs root

Huawei, Motorola e chi più ne ha più ne metta non si sono mai esposti più di tanto. Negano la garanzia ai prodotti con root ma se si riesce a riportare il device alle condizioni iniziali non hanno un “counter-alla-Samsung” per verificare le modifiche software e il tutto si dovrebbe svolgere in tranquillità.

Produttori Android che amano il root

La linea Nexus è ormai andata ma Google ha sempre garantito le riparazioni dei suoi Nexus anche con software modificato, in fondo erano device quasi per sviluppatori. Xiaomi non è ufficialmente in Italia, il discorso è più complicato ma sui suoi smartphone di default c’è la possibilità di attivare il root.

OnePlus basa tutto sulla community e non può porre limiti a tutti gli amanti del root e delle custom ROM, nessun problema di garanzia. OnePlus spinge i suoi utenti a provare nuove modifiche software.

Il piccolo dongle per resettare il contatore dei dispositivi Samsung

Come comportarsi se uno smartphone con root viene respinto dalla garanzia? Il consiglio base è quello di riportare lo smartphone alle condizioni di vendita prima di spedirlo in garanzia, qualche produttore potrebbe non accorgersi della modifica software. In alcuni casi, come nei prodotti Samsung, c’è tuttavia un “contatore” che viene azionato a livello software per ogni operazione di root o sblocco del bootloader che rimane anche se ripristiniamo il dispositivo allo stato di fabbrica. Questo serve ai centri assistenza per capire se il dispositivo si è effettivamente danneggiato magari per colpa di nostre operazioni dopo aver effettuato il Root.

In questo caso esiste un piccolo dongle USB con una resistenza che resetta questo contatore e all’atto pratico è lo stesso strumento che utilizza Samsung e le altre aziende durante il processo di garanzia.

Se il problema hardware non è in nessun caso legato al software e lo smartphone con root viene comunque bloccato in assistenza e negata la garanzia, è necessario dimostrare all’infinito le proprie ragioni e di pretendere il totale rispetto delle leggi in trasparenza.

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