L’azienda giapponese SoftBank, leader nel campo dei media e delle telecomunicazioni e nota ai più per essere la proprietaria dell’operatore statunitense Sprint, è in procinto di acquisire la compagnia britannica ARM all’interno di un accordo da circa 32 miliardi di dollari. ARM progetta i processori che sono utilizzati praticamente su ogni dispositivo mobile odierno, inclusi la maggior parte degli iPhone e degli iPad di casa Apple, e naturalmente quasi tutti i telefoni e tablet di Samsung, HTC, etc. – la lista sarebbe molto lunga – che fanno uso di processori Qualcomm, MediaTek, Exynos e tanti altri, cui è concessa la licenza di sfruttare l’architettura ARM. Se tutto andrà liscio, si tratterà di una delle acquisizioni più estese acquisizioni nel campo della tecnologia che siano mai avvenute all’interno dell’Europa.

Per preparasi all’operazione, Softbank ha recentemente “liberato” alcune delle sue risorse: poco tempo fa Supercell, la produttrice di videogiochi che fa capo al popolare Clash of Clans, è stata venduta a Tencent per 8.6 miliardi di dollari; sono state vendute anche azioni del retailer cinese Alibaba per 10 miliardi di dollari. La compagnia nipponica, oltre a Sprint, possiede il 28% di Alibaba e le divisioni giapponesi di Yahoo e Vodafone. Nel corso degli ultimi 10 anni, ha partecipato in 140 accordi commerciali dal valore complessivo di oltre 82 miliardi di dollari, stando a quanto riferito dal Financial Times.

arm softbank

La Brexit è stata parte importante della vicenda: ARM è infatti una delle aziende tecnologiche più importanti del Regno Unito, e l’esito del voto del referendum, che ha sancito l’intenzione da parte dei britannici di lasciare l’Unione Europea, causando un tracollo della sterlina anche nei confronti dello yen ha sostanzialmente reso il gigante dei semiconduttori più “a buon mercato”, tentando l’azienda giapponese. Fortunatamente ARM ha clienti in tutto il mondo, e dunque ci si aspetta che la compagnia non soffrirà più di tanto il potenziale tracollo del mercato britannico. C’è tuttavia la preoccupazione che gli ingegneri più in vista siano tentati di abbandonare la società per spostarsi in Europa e beneficiare della sua stabilità.

Softbank ha rassicurato ARM confermando l’intenzione di preservare l’indipendenza del produttore e di lasciare intatto il quartier generale di Cambridge. Intel è stata per lungo tempo interessata ad ARM, ma adesso che le cifre dell’accordo sono state rese note, risulta facile capire il perché del mancato attacco da parte della società americana: anche se ARM progetta la maggior parte dei chip destinati al mercato mobile, infatti, i suoi ricavi del 2015 sono stati pari ad un “solo” miliardo di dollari. C’è tuttavia da notare come da allora l’offerta di ARM si sia ulteriormente stratificata, andando ad impattare anche nel settore dell’IoT (Internet of Things), dei server e della realtà virtuale.

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