Proprio come previsto dagli scienziati alcuni giorni fa, la sonda Russa Phobos-Grunt è caduta sulla terra questa Domenica e più precisamente nell’oceano Pacifico.

La conferma arriva dal Ministero Russoper voce di Alexei Zolotukhin, dell’agenzia Interfax e poi confermata dall’ESA pochi minuti dopo l’avvenuto schianto della sonda. Ricordiamo che la sonda, con all’interno strumentazione Russa, Cinese e Europea, doveva raggiungere Marte per prelevare alcuni campioni del suolo da riportare a terra. Purtroppo il fallimento della missione è stato appurato praticamente subito, quando uno dei motori che dovevano portarla in direzione di Phobos, la luna di Marte, non si è acceso. Phobos-Grunt fa parte di un progetto costato circa 165 milioni di dollari. 

Le possibili zone d'impatto

Secondo Mosca, il punto esatto dell’impatto risiede a 1.250 chilometri a ovest dell’Isola di Wellngton, in Cile. Nonostante il corpo principale della sonda sia già arrivato sulla terra, si aspettano ancora gli ultimi detriti che potrebbero arrivare da un momento all’altro con uno spettro d’azione più grande rispetto alla zona d’impatto della sonda anche se sono previste nell’oceano Atlantico. I detriti dovrebbero essere dai 20 e i 30 pezzi con un peso non superiore ai 200kg. L’agenzia di Mosca aveva comunicato che l’impatto della sonda sarebbe probabilmente avvenuto nell’Oceano Atlantico, anche se dallo spettro d’azione non erano esclusi, oltre ai due oceani, L’America meridionale, l’Africa occidentale e settentrionale, l’Europa, la maggior parte dell’Asia e l’Australia.

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