ACTA, Anti-Counterfeiting Trade Agreement, questo il nome della nuova minaccia per la libertà sul web: sulla scia di Stati Uniti, Giappone e Australia, da poche ore anche tutte le principali nazioni dell’Unione Europea hanno aderito all’ACTA, una normativa internazione contro (ormai sembra scontato) la pirateria e il materiale protetto da copyright.

La normativa avrebbe lo scopo di ostacolare la vendita e la diffusione di medicinali contraffatti e altri oggetti pericolosi se non se ne conosce la provenienza, ma ACTA, così come è stato redatto, consente molto di più: grazie alla nuova legge si potrà oscurare i siti ritenuti responsabili di violazione del copyright.

Presentato per la prima volta nel 2007 ACTA potrà scavalcare le leggi delle singole nazioni per imporre una stretta alla pirateria su scala globale.

Ma non è ancora detta l’ultima parola: il 14 giugno il Parlamento Europeo si riunirà per discutere l’ACTA, che comunque fino ad allora non potrà essere applicato. Prima di allora cerchiamo di far sentire la nostra voce e, dopo SOPA e PIPA, fermiamo anche ACTA.

Perchè siamo contrari all’ACTA? Ecco alcuni punti su cui ci sarà da discutere: la mancata discussione democratica delle norme; l’equiparazione della pirateria con la contraffazione; la trasformazione in reato penale della pirateria su “scala commerciale; lo scavalcamento delle norme nazionali; la pressione sui Paesi in via di sviluppo affinché aderiscano alla normativa. Per maggiori informazioni vi consigliamo la lettura di questo approfondimento.

via Geekissimo

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