Svelato un anno fa quasi accidentalmente, Bungie ha mostrato finalmente in questo E3 2013, ormai concluso, l’ambizioso Destiny, sparatutto in prima persona che mescola le tipiche meccaniche multiplayer degli MMO.

Per la celebre software house, questo videogioco rappresenta il culmine di decenni di crescita e di duro lavoro sull’immenso franchise di Halo accanto a mamma Microsoft, e questa forse, si presenterà come unica possibilità per Bungie di togliersi il solo appellativo di “sviluppatore di Halo“:

Il successo del videogame, grazie anche all’imminente next-gen, potrà finalmente far mostrare ai giocatori il “sapore” particolare che il team di Bungie regala alle proprie opere, con storie e personaggi profondi; perché proprio quei 10 anni passati al fianco di Master Chief, sono stati solo un passo del lungo cammino che la software house ha deciso di intraprendere. Dopo molto tempo dunque, ecco che Destiny viene finalmente mostrato, e quale luogo migliore se non sotto le mille luci del palcoscenico dell’E3?

Destiny

La prima cosa da precisare, è che in Destiny non c’è Master Chief, o almeno è quello che Bungie vuole far intendere.

Per quel “Master Chief” si intende infatti un personaggio principale già scelto, con armi, armature e abilità già scelte. Bungie invece, ritiene che il prossimo passo dell’evoluzione sia nelle preferenze del giocatore. In Destiny potremo scegliere il personaggio da interpretare, in che modo giocare, quali armi avrà a disposizione, come e quando aggiornarle e scegliere le varie missioni, suddivise in principali e secondarie. Tutto nelle mani del giocatore.

L’obiettivo di Bungie dunque è quello di creare niente poco di meno che uno sparatutto d’azione sandbox, in cui si può sperimentare liberamente ogni tipo di gioco, scegliendo se partecipare o meno agli eventi pubblici e regalando appunto una nuova esperienza di gameplay. In parte sparatutto, in parte MMO e in parte open-world, rimane difficile collocare Destiny in una specifica categoria.

Destiny

La storia è narrata molti e molti anni nel futuro; l’umanità, che ha vissuto il suo periodo d’oro, è ormai solo un lontano ricordo. Le colonie umane fiorenti sui pianeti vicini sono state distrutte o sono messe sotto chiave dai razziatori stellari. La Terra, irriconoscibile, è divenuta un deserto povero e brulicante che si estende a perdita d’occhio. Qui gli invasori alieni cercano qualcosa… qualcosa che gli umani hanno nascosto quando hanno sentito il pericolo incombere, e la cosa su cui Bungie trainerà tutta la campagna principale.

Noi impersoneremo uno dei tanti “Guardiani della Città“, difensori dell’ultima cittadina ancora in piedi e divisa da un grosso muro che la separa dagli invasori extra-terrestri e da una certa entità malvagia chiamata “Il Viaggiatore” i cui obbiettivi sono ancora avvolti nel mistero.

I Guardiani sono speciali, sono stati scelti per la loro devozione e abilità a proteggere gli ultimi innocenti del pianeta Terra. Metaforicamente possiamo chiamarli i cavalieri della città.

Scelto il nostro guardiano, dovremmo selezionare una delle tre classi disponibili: Warlock, Hunter e Titan, ognuno con specifiche abilità e armi a disposizione, che potranno essere aggiornate lungo “un albero di aggiornamenti”. Si potrà anche personalizzare l’aspetto (umano, robot, alieno ecc.), indipendentemente dalla classe scelta.

L’idea, come spiegato precedentemente, è quella di concedere al giocatore oltre che alla scelta di giocare in qualunque modo si voglia, la libertà di essere chiunque si desideri.

Destiny

Per quanto riguarda il gameplay e il “shooting system” Bungie ha deciso di mettere sul tavolo le stesse carte giocate con Halo. Il risultato è un gioco molto fluido, agevole e divertente. Le armi sparano a dovere senza ritardi o confusioni e i nemici muoiono in modo ben animato. Tutto ciò fornisce una solida e piacevole sensazione di padronanza ambientale.

Per quanto riguarda le armi, sono state “confermate ufficiosamente” quelle mostrate alla demo a porte chiuse tenutasi all‘E3, quali il Thunder Lord, una sorta di mitragliatrice pesante a danno incrementato, a costo ovviamente, di una minore agilità e velocità e la “solita arma primaria”, il fucile mitragliatore.

Ci saranno, stando alle dichiarazioni di Bungie, molte più armi, anche se la software house ha rifiutato di rilasciare ulteriori dettagli; le variazioni e aggiornamenti alle armi da fuoco saranno comunque molto frequenti.

Per i nemici che incontreremo inoltre, Bungie ha avuto modo di menzionare al momento quattro tipologie di razze aliene: The Cabal, The Vex, The Hive e The Fallen.

Destiny

Al di là delle scelte del giocatore, i personaggi mutevoli nel corso della storia, le attività libere che il giocatore può compiere e la promessa di una miriade di nuovi nemici ed armi, Bungie ha intenzione di costruire letteralmente un mondo vivente, in modo tale da sostenere il gioco per molti anni a venire.

La sfida più grande di Bungie è proprio questa, costruire un mondo vasto, dinamico e al tempo stesso intrigante che possa tenere il giocatore incollato allo schermo. La possibilità di fare pressoché tutto quello vogliamo e di personalizzare il nostro personaggio in libertà è sicuramente una delle caratteristiche più accattivanti, ma quello che ci chiediamo è se veramente queste features verranno introdotte in un “ecosistema” che si evolvi in tempo reale.

Perché Destiny rappresenta una nuova speranza per i guardiani della città e per Bungie, per brillare di nuovo.

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